Ferrari, reazione alla direttiva anti porpoising: Binotto usa il pugno di ferro

La Ferrari è attiva in prima linea per evitare stravolgimenti regolamentrari nel prossimo futuro. Mattia Binotto è stato molto chiaro.

In questo specifico periodo dell’anno si sta intensificando la questione politica relativa alla lotta al porpoising. Dal Gran Premio del Belgio sarà attiva la nuova direttiva tecnica, la TD39, che dovrà limitare i saltellamenti sui rettilinei, ma che andrà anche a controllare la flessione dei fondi, in particolare quelli di Ferrari e Red Bull che sono stati messi sotto accusa dalla Mercedes.

Ferrari Mattia Binotto (ANSA)
Ferrari Mattia Binotto (ANSA)

Toto Wolff è convinto che, grazie alla direttiva, il Cavallino ed il team di Milton Keynes andranno a perdere qualcosa come due decimi al giro, che in una F1 così tirata per quanto riguarda i top team sono un margine non certo esiguo. Tuttavia, le squadre che dovrebbero essere colpite dalla direttiva appaiono tranquille, mentre ci sono tante discussioni in ballo per la prossima stagione.

Stando a quanto affermato anche dal presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, pare che per il 2023 si sia trovato un accordo, che porterà le vetture ad essere rialzate di circa 15 mm, contro i 25 che erano stati proposti inizialmente. Ferrari e Red Bull sono fermamente contrarie ai cambiamenti delle regole, ma pare che essi verranno attuati con la scusa della sicurezza.

Così facendo, il Cavallino non potrà porre il proprio veto, visto che quando si parla di sicurezza decade anche il discorso della votazione. In F1, per cambiare una regola, occorre che si raggiunga l’unanimità dei team, ma quando c’è di mezzo la questione “Safety”, la Federazione Internazionale può agire di sua sponte senza dover avere il benestare delle squadre.

Detto ciò, è chiaro che si tratta dell’ennesima vittoria politica della Mercedes, e se le cose dovessero andare come pronosticato da Wolff, ci ritroveremo di fronte all’ennesimo scandalo ordito dal team di Brackley, che ribadisce il proprio dominio politico sulla F1. Le rivali sono avvisate.

Ferrari, Mattia Binotto si oppone alle nuove regole

La Ferrari, pur dicendosi tranquilla di non perdere prestazione, è evidentemente contraria al rimescolamento delle carte, visto che la Rossa, al netto delle follie strategiche del muretto, è comunque la miglior monoposto della griglia. Mattia Binotto ha spiegato che il cambiaemnto delle regole per via della sicurezza è un qualcosa che non sta in piedi.

Credo che non ci sia alcun motivo per parlare di cambiamenti per motivi di sicurezza, visto che nelle ultime gare il porpoising è praticamente sparito. Nessuno ne ha più sofferto, neanche la Mercedes che aveva avuto dei grossi problemi ad inizio stagione. Se volessero davvero cambiare le regole, ci opporremo fermamente e proveremo a fermarli, perché non possono farlo visto come stanno le cose. Non ha senso tutto questo, il tutto deve essere rivisto perché non ci sono giustificazioni”.

Effettivamente, Toto Wolff ha confermato quanto detto dal team principal della Ferrari: “Nelle ultime gare, la Mercedes non ha più sofferto di porpoising, e questo è stato frutto di un grande lavoro svolto dalla nostra squadra. Ancora non siamo dove vorremmo essere, ma c’è da dire che abbiamo fatto un grandissimo lavoro, eravamo lontani ed ora non soffriamo più di quel problema che aveva reso impossibile la vita ai nostri piloti. Vogliamo continuare a crescere ed andremo a caccia di una vittoria“.

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Queste parole testimoniano che il mondo della F1 è fatto ormai da controsensi di proporzioni planetarie, dal momento che certe scelte andrebbero riviste. Il porpoising non è più un problema per queste monoposto, ma va anche sottolineato un altro aspetto. Sino a qualche decennio fa, i piloti scendevano dalle vetture con delle ferite a piedi e mani, stremati e stravolti per le difficoltà alla guida. Ora ci si lamenta per qualche saltellamento in rettilineo, tanto da portare a cambiare le regole in corsa. Il motorsport è davvero cambiato, ovviamente, purtroppo, in negativo.