Gino Rea, aperta un’inchiesta: ecco le condizioni del pilota dopo l’incidente

La 8 ore di Suzuka del mondiale endurance motociclistico è stata funestata dal tremendo incidente di Gino Rea. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

Dramma sfiorato a Suzuka, dove è andata in scena in questo fine settimana la 8 ore del campionato mondiale endurance motociclistico. Il protagonista della terribile vicenda è Gino Rea, che durante la seconda sessione di prove libere della corsa giapponese si è schiantato violentemente contro le barriere di protezione.

Gino Rea (Twitter)
Gino Rea (Twitter)

La pista di Suzuka, una delle più belle e tecniche del mondo, è famosa per la sua pericolosità per quanto riguarda le due ruote, con la MotoGP che decise di abbandonare l’impianto dopo quello che accadde nel 2003. All’epoca, la tragedia colpì il talentuosissimo Daijiro Kato, campione del mondo nel 2001 in classe 250, passato in seguito in top class con la Honda.

Durante il Gran Premio del Giappone del 2003, Kato stava battagliando per le posizioni di vertice, quando cadde nel velocissimo tratto tra la 130R e la Chicane del Triangolo, quella che immette sul rettilineo del traguardo, dove nel 1989 avvenne il famoso contatto in F1 tra le due McLaren-Honda di Ayrton Senna ed Alain Prost.

Kato andò violentemente a sbattere e morì dopo due settimane di coma, ed in questi giorni, quella ferita si è riaperta con veemenza. Gino Rea, durante le prove libere della 8 ore di Suzuka, ha infatti sbattuto nello stesso, identico punto dove perse la vita l’iridato della 250, e c’è da dire che le sue condizioni sono apparse disperate sin da subito.

Coloro che lo hanno soccorso, hanno raccontato che il casco era risultato distrutto, a sottolineare che il pilota ha subito un brutto colpo alla testa. La sua Honda cbr 1000RR-R è uscita di pista improvvisamente, e sembra che il tutto sia stato causato da un guasto ai freni, e per ciò è stata aperta un’inchiesta per capire cosa è accaduto con precisione.

Gino Rea, ecco come sta dopo l’incidente di Suzuka

Dopo l’impatto, sul posto sono intervenuti dei paramedici, che hanno subito sottolineato le gravi ferite riportate da Gino Rea, che aveva il casco completamente distrutto. La polizia ha raccolto le prime testimonianze e pare che il pilota abbia perso il controllo della sua Honda a causa di un guasto ai freni.

Di norma, in questi casi le indagini vengono effettuate in maniera molto accurata, ed in un paese come il Giappone non ci sono dubbi sul fatto che la verità verrà presto a galla. Tornando al pilota, le condizioni sono risultate subito molto gravi, e Gino Rea è stato subito operato entrando poi uno stato di coma.

Tuttavia, nella serata di domenica si è acceso un barlume di speranza, nonostante le gravi lesioni riportate ai polmoni, alle costole ed alla testa. Da quanto riportato da Terry Rymer, vincitore di cinque Bol D’Or, la gara di durata più ambita del mondo delle due ruote, sembrerebbe che le condizioni del pilota siano rimaste stabili, e per questo motivo potrebbero essere staccate a breve la respirazione assistita a cui è collegato ormai da due giorni.

A quanto pare, tutti i medici sono rimasti sorpresi dal modo in cui il pilota stia lottando e rispondendo alle cure, anche se resta il pericolo di vita. L’incidente è stato a dir poco terrificante, e la somiglianza con quanto accadde a Daijiro Kato 19 anni fa ha subito gettato tutti i presenti in uno stato di grande sconforto.

Come all’epoca, il trasporto del pilota ferito è avvenuto in elicottero, ma è chiaro che ora le speranze di salvargli la vita siano aumentate notevolmente, anche se la situazione è in completo divenire. Per quello che riguarda la carriera del pilota, parliamo di un ragazzo nato a Londra il 18 settembre del 1989.

Ha esordito nel campionato europeo Superstock 600 nel 2007, quando non era ancora maggiorenne. L’anno dopo, dopo un esordio avvenuto con la Suzuki, passò alla Yamaha chiudendo il campionato con un ottimo terzo posto e le prime vittorie della carriera in una categoria molto combattuta e dal livello elevatissimo.

Nel 2012 ha esordito in classe Moto2 nel Motomondiale con il Gresini Racing, chiudendo secondo in Malesia. Nel 2013, dopo aver perso la propria sella, corse alcune gare nella classe di mezzo come wild card, per poi tornare a concentrarsi sul mondiale Supersport nelle stagioni seguenti.

Un peccato il non aver trovato fortuna nel Motomondiale, visto che Rea ha dimostrato più volte di avere un ottimo talento a disposizione, come ha dimostrato alla grande nelle altre categorie a cui ha partecipato, ottenendo sempre dei buoni risultati ed attirando l’interesse di molte squadre. Nel 2018 ha corso anche un paio di gare in Superbike in Gran Bretagna, chiudendo molto lontano dai primi con un 23esimo ed un 19esimo posto.

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Tutti, in queste ore, stanno pregando per Rea, nella speranza che le sue condizioni possano migliorare, dopo un impatto devastante che sicuramente non ci voleva e che nessuno era in grado di prevedere. La 8 ore di Suzuka si corre da tantissimo tempo, e nonostante la pericolosità di questa pista non era più accaduto nulla di particolare dopo la morte di Kato. Se l’inglese dovesse cavarsela, sarebbe davvero una notizia eccezionale vista la situazione.