Alpine dopo la figuraccia Piastri ha deciso? Ecco il nome nuovo

L’imbarazzante finto ingaggio di Piastri ha lasciato l’Alpine ancora senza un pilota per il 2023 e adesso spunta un ex di lusso.

Come mettere una croce sulla propria credibilità nello spazio di poche ore. Questo è l’insegnamento dell’Alpine di questa settimana. Un incredibile scivolone comunicativo che l’ha portata dapprima a dichiarare di non essersi accorta che le trattative tra Alonso e Aston Martin fossero avanzate, e in seguito ad annunciare l’ingresso di Oscar Piastri quale sostituto dello spagnolo, salvo essere smentita dallo stesso interessato.

Fernando Alonso, Alpine (Ansa Foto)
Fernando Alonso, Alpine (Ansa Foto)

Qualcosa di mai accaduto prima nel Circus e sicuramente non una bella figura anche nei confronti degli sponsor.

Colpa del caldo asfissiante che sta colpendo l’Europa? Chi lo sa. Il clima, a volte, influisce sui comportamenti. Sta di fatto che, anziché chiudersi in rigoroso silenzio, la dirigenza della ex Renault continua a parlare.

La domanda, ovviamente, resta, chi occuperà il posto vacante lasciato dal Samurai.

Alpine apre al ritorno di un big

Quando in F1 si deve creare una formazione, il quesito che ci pone di solito è se sia meglio investire sui giovani, o puntare, al contrario, su qualcuno di più esperto. Ebbene stilando la lista dei papabili, il team principal Otmar Szafnauer ha voluto aggiungere un nome particolare. Quello di Ricciardo.

L’australiano, era approdato alla Losanga nel 2019 dopo un divorzio amaro con Red Bull, rimanendovi per due stagioni prima di trasferirsi in McLaren, stanco degli scarsi risultati. Purtroppo per lui, però, a Woking le cose non sono andate e non stanno andando meglio, un po’ per la mancanza di feeling con la monoposto e un po’ per la vicinanza del talentuoso Lando Norris, di conseguenza potrebbe non essere del tutto fantasia un riavvicinamento ad Enstone.

Fernando è passato tre volte da questa squadra, quindi potrebbe capitare con altri piloti. Detto ciò dobbiamo concentrarci sulle prossime 88-89 gare“, ha sostenuto il manager di origini romene non scartando l’ipotesi Daniel, ma altresì evidenziando la crucialità del pensare sul lungo periodo.

“Ci sono alcune opzioni a nostra disposizione, per cui cercheremo di scegliere quella migliore, così da poter continuare il nostro percorso verso quello che abbiamo pianificato”, ha aggiunto.

Passando invece alla questione Piastri, quasi impossibile da credere, il 57enne ha paragonato la situazione a quella vissuta alla BAR nel 2005 quando Button dovette restare nella scuderia americana al termine di una battaglia legale con la Williams per cui aveva firmato. Un autografo carta straccia, insomma, considerato che a Grove, il campione 2009 non approderà mai da lì a suo ritiro dalle corse.

Abbiamo già visto accadere questo tipo di cose. Ad esempio, Jenson rimase con noi e non vi furono problematiche di alcun genere. So che Oscar è diverso dall’inglese, ma speriamo di non dover seguire la strada degli avvocati“, ha riflettuto.

Alla base di questo improvviso dietrofront, a suo avviso, ci sarebbe un errore da parte del 21enne di Melbourne che non si sarebbe reso conto di cosa stava firmando. Di certo c’è che la vicenda è intricata e sembra essere ancora lontana da una soluzione.