Binotto, dichiarazione clamorosa sulla Ferrari: tifosi inviperiti

Messo alla graticola per gli errori commessi in Ungheria il responsabile della Rossa Binotto, risponde ai critici e difende il proprio lavoro.

Tra tutte le maniere con cui la Ferrari poteva approcciarsi alle vacanze estive, quella di domenica è stata la peggiore possibile. In un sali e scendi di emozioni e risultati alternati, la Scuderia avrebbe avuto bisogno di chiudere la prima parte di campionato con una nota positiva ed invece ha dovuto affrontare l’ennesima delusione. Per di più per colpe e mancanze proprie.

Mattia Binotto (Ansa Foto)
Mattia Binotto (Ansa Foto)

All’Hungaroring il team italiano non ha saputo capitalizzare la seconda e la terza posizione conquistate in qualifica, facendo un disastro in gara, con Sainz che si è dovuto accontentare della medaglia di legno e Leclerc addirittura della sesta piazza. Considerata la possibilità concreta di un doppio podio, il round magiaro si è dunque rivelato un vero e proprio flop.

A caldo il boss Binotto ha cercato di arrampicarsi sugli specchi sostenendo che a mancare era stata la F1-75 e nient’altro, mentre negli stessi minuti Charles lo sbugiardava elogiando la risposta della vettura, puntando al contrario il dito contro una scelta scellerata delle gomme hard, scartate da tutti, tranne che dall’Alpine che, è bene ricordare, correva per altri piazzamenti e con altre ambizioni.

Binotto difende la Ferrari dalle accuse

Sbollentati un po’ gli animi per un bottino decisamente misero e per aver concesso ancora più margine nelle due classifiche generali alla Red Bull, il buon Mattia ha comunque replicato piccato alla stampa che lo incalzava sulle decisioni prese, rivelatesi alla fine fallimentari.

Al muretto non c’è nulla da cambiare“, ha asserito offeso dall’invito di alcuni a ristrutturare lo staff. “Anche altri hanno commesso errori in passato e non hanno cambiato il personale. L’approccio non è quello di sostituire, ma di aggiungere, capire cosa non funziona, correggere. Abbiamo una base forte, ragazzi che dimostrano mentalità, determinazione e capacità. Evidentemente dobbiamo crescere ancora per fare ancora meglio“.

Lo scivolone ungherese ha evidentemente pesato molto nella mente dei membri della Rossa, oltre che nel punteggio della graduatoria complessiva e di questo il manager italo-svizzero ne è consapevole.

Alla luce delle performance del venerdì ci aspettavamo qualcosa di diverso“, ha ammesso. “Per quanto avevamo visto nelle ultime corse, sapevamo di avere un pacchetto competitivo, in più la concorrenza non aveva grosse novità. E’ stato il primo, vero passo falso del campionato”, ha cercato di difendersi. “E’ una delusione, ma soprattutto c’è già la voglia di comprendere cosa sia successo e reagire subito“.

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Il dirigente ha poi cercato di motivare la défaillance. “Non avevamo preparato la macchina per 50° di asfalto, poiché sapevamo che non sarebbe stato così. Tuttavia ci siamo basati sui dati del primo giorno quando faceva più caldo per prepararci“, la possibile spiegazione alla confusione. “Cosa sia andato storto, sinceramente non lo so. Non so se sia stata solo una questione di temperatura o di modifica d’assetto. Adesso avremo una settimana di tempo prima della chiusura per chiarirci le idee in ottica Belgio“, ha concluso palesando la nebbia in cui si stanno muovendo a Maranello.