F1, può scoppiare il finimondo nel 2023: le nuove regole fanno discutere

La F1 guarda già al futuro, ed è in corso una vera e propria battaglia politica su quelle che sarano le monoposto del 2023. Ecco perché.

In questo particolare periodo dell’anno, in F1 non si respira affatto un bel clima. Mentre la battaglia per il titolo tra Ferrari e Red Bull prosegue a spron battuto, con il Cavallino che sta puntando alla terza vittoria consecutiva, la Mercedes continua ad accusare i due top team, rei di aver barato sul fondo in questa stagione.

F1 (ANSA)
F1 (ANSA)

Come ormai si è ben capito, il fondo è la parte più importante di queste nuove monoposto ad effetto suolo, essendo il mezzo tramite il quale viene generato il 50% del carico aerodinamico, percentuale che sino allo scorso anno veniva prodotta dalle ali, sia quella anteriore che quella posteriore, che in queste nuove F1 sono state invece semplificate per evitare le turbolenze e favorire i sorpassi.

La Mercedes, come detto, è contro gli skid block di Ferrari e Red Bull, vale a dire la parte del fondo che scheggia la pista, il famoso “pattino” di cui si è tanto parlato in questa prima fase del campionato. Secondo Toto Wolff, questa parte delle vetture di punta “scomparirebbe” ad una certa velocità, consentendo alle macchine di viaggiare con un’altezza da terra bassissima e di guadagnare in carico aerodinamico.

Secondo il manager austriaco, tutto ciò è ovviamente contrario alle regole, in quanto la flessione minima del fondo deve essere di 2 mm. Secondo quelle che sono le indiscrezioni, la Ferrari e la Red Bull sarebbero in grado di arrivare sino a 6 mm, ma le due monoposto hanno comunque superato in maniera brillante tutti i controlli.

Mattia Binotto, finalmente, si è fatto sentire contro la TD39, ovvero la direttiva tecnica anti-porpoising che dovrebbe entrare in vigore a partire dal Gran Premio del Belgio. Il vero e proprio obiettivo di queste nuove regole, a quanto si mormora, sarebbe proprio quello di limitare la flessibilità dei fondi, impedendo a Ferrari e Red Bull di ottenere quel vantaggio che hanno avuto in questa prima fase di stagione.

Dal canto suo, Wolff ha comunque i suoi bei problemi da risolvere, dal momento che la Mercedes è stata, almeno sin qui, un disastro anche in terra francese, tracciato dove era data addirittura tra le favorite per la vittoria. Lewis Hamilton e George Russell non possono nulla contro i due top team, ed anzi devono guardarsi dalla McLaren dell’arrembante Lando Norris che ha messo in seria crisi le frecce d’argento.

Wolff non riesce assolutamente a mandare giù la netta sconfitta che sta maturando in pista, e si augura che il suo potere politico possa cambiare le cose. Tuttavia, almeno per il 2022, vedere una Mercedes in lotta per il titolo è davvero un miraggio, ma per il prossimo anno nulla è scontato.

F1, guerra tra le squadre per le regole del prossimo anno

In F1 si sta discutendo di una nuova norma, che dovrebbe portare all’innalzamento dei fondi di 25 mm per il 2023, una differenza che appare nulla ma che in questo sport e con questa tipologia di vetture può stravolgere i valori in campo. Tutto, secondo la FIA, verrà fatto in nome della sicurezza, ma è chiaro che da questo punto di vista non c’è nessun problema.

La sicurezza è stata citata per il discorso del porpoising, che al momento attuale è però praticamente sparito. Tutti i team di F1 hanno lavorato duramente risolvendo da sole il guaio, ed è così che deve essere. Pensare che la Federazione Internazionale dovesse risolvere i problemi della Mercedes è davvero assurdo, ed inoltre si sta vedendo in queste gare che il guaio della freccia d’argento non era solo il “pompaggio”.

In questi giorni, Christian Horner, team principal della Red Bull, non riesce a tenere a bada la propria furia, ed ha parlato di quello che accadrà in futuro con grande preoccupazione: “Il grande problema attuale è quello che stanno pensando per il 2023, la volontà di cambiare ancora le regole. Se devo essere onesto, la direttiva tecnica per Spa-Francorchamps non ci riguarda affatto“:

Ci sono davvero troppe pressioni per cambiare i concetti delle macchine in vista del 2023, e questo non dovrebbe succedere se non si vuole minare la credibilità del nostro sport. Il problema è che siamo in un momento molto delicato ed avanzato dell’anno per mettere mano ai regolamenti, non è possibile farlo adesso ed il presidente della FIA sta facendo la cosa giusta. Lui si sta impegnando per raccogliere le idee delle squadre e per guardare insieme al futuro, ma i cambiamenti in corsa non sono accettabili“.

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Se vuoi limitare il porpoising puoi farlo da solo, ti basta alzare la macchina ed il gioco è fatto, non serve che intervenga la FIA. Noi non abbiamo mai avuto problemi da questo punto di vista, c’è solo stata una squadra che si è lamentata per tutta la stagione ed ha avuto seri problemi. In questo sport ci sono gli ingegneri più bravi del mondo e sono sicuro che tutti possono trovare una soluzione, ma devono riuscirci da soli“.