Santi Hernandez svela il segreto di Marquez: ecco cosa fa in Honda

Santi Hernandez, capotecnico di Marc Marquez, svela qualche segreto dai box del campione di Cervera con cui lavora dal 2011.

Il capotecnico di Marc Marquez, Santi Hernandez, attende il ritorno del campione ai box, nell’attesa continua il lavoro sulla Honda RC213V insieme a Stefan Bradl. Dopo l’ennesimo stop di Marc si ritrova al fianco del collaudatore tedesco, nella speranza che il periodo buio del fuoriclasse possa avere fine. Grande l’intesa tra il tecnico e il pilota che ha portato alla vittoria di sei titoli MotoGP e uno in Moto2.

Marc Marquez (foto LaPresse)
Marc Marquez (foto LaPresse)

Santi Hernandez ha iniziato come tecnico delle sospensioni, ha lavorato al fianco di campioni come Alex Crivillè, Max Biaggi, Sete Gibernau, Alex Barros, fino a diventare capotecnico nella classe 125 con Bradley Smith. Nel 2011 arriva la convocazione di Emilio Alzamora, una telefonata che ha dato la svolta alla sua carriera. In un’intervista al podcast “En la Honda” racconta: “Fu allora che Marc [Márquez] correva in 125 cc, fu deciso che sarebbe andato in Moto2 nel 2011 in un progetto insieme ad Emilio [Alzamora] che mi ha contattato”.

Il ritorno di Marc Marquez

Sono passati tanti anni da allora e dopo un periodo di grandi successi è arrivata una fase di stop a causa dell’infortunio a Jerez nel 2020. “Il mio ruolo è come quello di un allenatore di calcio, rendiamo più facile il suo lavoro, ho un tecnico elettronico, un telemetrico, un tecnico delle sospensioni, un tecnico delle gomme, tutti gli ingegneri HRC. Il mio compito è parlare con il pilota, conoscere e parlare dei problemi che abbiamo nel week-end… prendere le decisioni migliori in ogni momento”.

Tutti sono in attesa di rivedere in azione Marc Marquez dopo il quarto intervento al braccio destro. Nessuno può prefissare una data, l’ultima parola spetta ai medici: “La cosa più importante è che Marc possa tornare a guidare come ha fatto fino ad ora”, ha proseguito Santi Hernandez. Un vero campione si vede anche dal modo in cui approccia con i suyoi tecnici: “Non è il tipico pilota che dice ‘ora facciamo questo, ora facciamo l’altro’, no, è tutto il contrario, offre le sue sensazioni e ci lascia lavorare. Questo significa che ha grande fiducia in noi e noi di lui”.

Quando le rivedremo insieme ai box? “Non lo so, né tocca a me parlare di quando tornerà, non lo so. L’unica cosa che spero è che torni e, quando lo farà, che possa divertirsi di nuovo”.