Aria tesa in casa Red Bull dopo l’Austria? Tutta colpa di Perez

Come sempre spietato con i suoi piloti il talent scout della Red Bull Marko non ha risparmiato aspre critiche nei confronti di Perez dopo Spielberg.

L’eccessiva aggressività di Sergio Perez in avvio di gara in Austria è costata parecchi punti alla Red Bull che così ha mancato di approfittare dell’ennesimo stop legato all’affidabilità della Ferrari.

Sergio Perez (Ansa Foto)
Sergio Perez (Ansa Foto)

Tutto è avvenuto alla curva 4 quando, nel tentativo di superare Russell, scattato dalla  giusto una piazzola davanti a lui, si è toccato con il britannico finendo in testacoda e poi sulla ghiaia danneggiando irrimediabilmente il fondo della sua RB18.

Per l’episodio il pilota Mercedes è stato ritenuto colpevole dai commissari e per questo sanzionato con 5 secondi di penalità, più 2 punti sulla superlicenza.

Ero chiaramente davanti a lui. Stava a George controllare la sua auto, ma vista la collisione non ci è riuscito“, affermava al rientro ai box il messicano.

Marko non difende Perez: il commento è impietoso

Delle scuse del driver di Guadalajara però il consulente della scuderia di Milton Keynes Helmut Marko non ne ha voluto sapere nulla, sostenendo che il suo ragazzo se l’è andata a cercare mostrando impazienza. In soldoni comportandosi in maniera poco furba e cadendo nella trappola del talento della Stella.

Prima del via gli avevamo detto di non prendere l’esterno di quel cambio di direzione. La sua è stata una manovra inutile. Con parte dell’auto rovinata avrebbe potuto concludere a due giri dal vincitore, ma non aveva senso lasciarlo andare e così lo abbiamo invitato a rientrare per salvare chilometri“, ha spiegato il dirigente austriaco a Sky Sport Deutschland chiaramente, infastidito per la chance mancata di incrementare in maniera importante il vantaggio sulla Rossa.

A peggiorare la situazione del 32enne è la sua recidività. Già nel 2021 si era reso protagonista di un’uscita proprio nello stesso punto del tracciato a seguito di uno scontro con la McLaren di Lando Norris. Mentre nel 2020 era stato l’allora portacolori degli energetici Albon a toccarsi con Hamilton mentre lottava per la terza piazza.

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In effetti è sembrata una replica di quanto accaduto tra Alex e Lewis due anni fa. E’ stato un vero peccato“, ha infine considerato con rammarico perché convinto che il centroamericano avesse tutte le carte in regola per avere la meglio nel duello con il britannico e per il rilevante bottino lasciato per strada.