Villeneuve a gamba tesa su Leclerc: perché Charles sta sbagliando

Non tutti hanno mal incassato la strategia messa in atto dalla Ferrari a Silverstone. Anzi da Villeneuve arriva pure una critica a Leclerc.

Se in tanti  sono rimasti delusi dalla decisione del box della Rossa di sacrificare la vittoria di Leclerc nel Regno Unito a favore della prima di Sainz, c’è qualcuno che la pensa diversamente. Dopo una primissima parte di stagione complessa per lo spagnolo, giunto al suo secondo anno in Ferrari, proprio questo risultato a sorpresa potrebbe rivelarsi alla lunga salvifico per la squadra.

Charles Leclerc (Ansa Foto)
Charles Leclerc (Ansa Foto)

Fino a Silverstone alle prese con errori e ritiri per mancanza di affidabilità, lo spagnolo potrebbe essersi finalmente sbloccato. Ciò significa che d’ora in avanti la scuderia potrà sempre fare affidamento su entrambi i piloti.

Villeneuve quanta durezza con Leclerc!

Commentando per il sito Formula1.nl l’evento di domenica scorsa, Jacques Villeneuve si è detto contento dell’esito finale.  “Ha vinto lo sport perché adesso la battaglia per il campionato è un po’ più aperta di prima. E magari questo successo toglierà un po’ di pressione dalle spalle di Carlos“, ha sostenuto il canadese.

La domanda è se lo vedremo  lottare più spesso per le pole position e i singoli successi. Sono curioso di scoprire se si farà influenzare dal peso di poter dire la sua a livello iridato. Alcuni corridori,  in frangenti del genere, patiscono e perdono velocità. Altri invece diventando inarrestabili come è successo a Verstappen. Di certo adesso lo spagnolo non è più il figlio del campione di rally. Ha una buona vettura tra le mani e poi è un ragazzo maturo e intelligente“, ha proseguito nella sua analisi, di fatto dando per molto probabile l’inserimento del #55 nel testa a testa che conta.

E se per il madrileno sono parole al miele, non lo stesso si può dire a proposito del suo pensiero su Charles.

Per il campione di F1 1997 il monegasco ha peccato di hybris domandando insistentemente di essere fatto passare. “Si è rivolto al team come se ne fosse il leader, però non lo è, neppure per contratto. E’ troppo presto per dettare già una linea. Nel 1999 Irvine perse il titolo per aver dovuto favorire Schumacher in più di un’occasione“, ha argomentando ribadendo come a suo avviso il fresco trionfatore nella campagna inglese meriti di poter avere voce in capitolo.

Per l’erede del grande Gilles, l’equipe di Maranello è altresì cascata in pieno nella trappola dei messaggi radio trasmessi senza filtri. “Certe conversazioni dovrebbero restare private, altrimenti si creano tensioni“, ha aggiunto riferendosi a quando il #16 premeva perché il collega di marca aumentasse il ritmo.

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Malgrado la strigliata al Predestinato, il 51enne ha concordato con il parere diffuso che il garage rosso avrebbe dovuto fermarlo immediatamente con l’ingresso della Safety Car per consentirgli di passare alle gomme soft. “Sono stati troppo conservativi. Forse temevano un mancato stop di Hamilton, o magari si aspettavano che Carlos gli potesse dare fastidio. Detto ciò, mi è piaciuto come il 24enne si è gestito con l’ala anteriore rotta. In quel momento l’auto andava molto bene. I tecnici dovrebbero riflettertici“, ha concluso solidale con la rabbia di colui che si è visto scappar via un primo posto dalle mani.