Superbike, Redding critica la MotoGP: volano parole pesanti

A Redding la MotoGP non manca particolarmente, preferisce l’ambiente della Superbike: il pilota BMW non ha dubbi.

Il 2022 è un anno molto difficile per Scott Redding, che è passato dalla Ducati alla BMW e ha visto ridimensionare i suoi risultati in maniera drastica. Se nello scorso biennio poteva lottare costantemente per il podio, adesso la situazione è decisamente cambiata.

Scott Redding (Foto Instagram)
Scott Redding (Foto Instagram)

La M 1000 RR non è una moto sufficientemente competitiva ancora, c’è tanto lavoro da fare per poter puntare in alto. La casa di Monaco di Baviera sta investendo nel Mondiale Superbike, però con una concorrenza forte è difficile riuscire a ridurre il gap in breve tempo.

Quest’anno sta anche mancando l’apporto di Michael van der Mark, che ha avuto un po’ di problemi fisici e che non sta riuscendo a dare tutti i feedback necessari per lo sviluppo. Redding si aspettava qualcosa di meglio con il passaggio sulla moto tedesca, pur consapevole che alla prima stagione non avrebbe potuto lottare per le primissime posizioni.

Il suo miglior piazzamento nel WorldSBK 2022 è il quinto posto di Gara 2 ad Assen, dove è stato agevolato dalla doppia caduta Rea-Razgatlioglu. In classifica generale ha solamente 48 punti. È il migliore tra i BMW (+3 su Loris Baz), ma questo conta poco. Alvaro Bautista, che lo ha sostituito in Ducati, è lontano 172 punti.

Mondiale Superbike, Redding tra delusione e fiducia

Redding in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport non ha nascosto un po’ di delusione per come sta andando la sua prima annata in BMW: “Mi aspettavo di più. Già i test erano stati difficili e ciò mi ha deluso tanto. Poi c’è stato un po’ di miglioramento, ma i risultati non mostrano il potenziale perché abbiamo ancora diversi problemi. Stiamo lavorando per provare a fare un salto che ci permetta di stare costantemente tra i primi cinque”.

Il pilota inglese ha spiegato anche che ci saranno delle novità da testare e che si sta lavorando in tutte le aree della M 1000 RR. Crede nel progetto: “Io e BMW stiamo spingendo. Il pacchetto è sufficiente per vincere gare, ma serve lavorare su tutti gli aspetti della moto. A fine anno saremo più vicini”.

Il pacchetto tecnico BMW necessita di alcuni interventi per essere perfezionato e diventare più competitivo. Scott ritiene che il potenziale vi sia, però finora non è stato possibile esprimerlo perché ci sono dei problemi da risolvere. Mancano otto round al termine del campionato e si spera di vederlo più forte.

Confronto tra Superbike e MotoGP

Redding in passato ha anche corso in MotoGP, seppur senza fortuna, e parla così della classe regina del Motomondiale: “È focalizzata sulla perfezione, sui tempi, ed è un po’ noiosa. Se fai bene nei primi giri, il grosso è fatto. La Superbike è più emozionante e più difficile di ciò che si vede dalla tv”.

Non è la prima volta che Scott ammette di preferire il WorldSBK alla MotoGP, non solo per le gare in sé ma anche per l’ambiente del paddock che è molto differente: “Qui c’è un’atmosfera di festa e c’è la possibilità di incontrare la gente. In MotoGP stanno tutti nascosti, nessuno può andare nel motorhome, alle 6 del pomeriggio è tutto concluso e si va via. Si vive meno l’atmosfera tipica delle gare ed è un po’ triste. È tutto troppo serio lì”.

Un’altra cosa che il rider britannico contesta del Motomondiale è che i giovani vengano promossi di categoria troppo presto. A suo avviso bisognerebbe imporre almeno due anni di permanenza in Moto3 e altrettanti in Moto2 prima di fare un salto in MotoGP. C’è troppo rischio di bruciare piloti facendoli avanzare di classe con eccessiva fretta.