Redding e BMW, alta tensione: botta-risposta tra il pilota e Bongers

Redding scontento della sua attuale situazione tecnica nel Mondiale Superbike: la BMW con Bongers ribatte alle sue osservazioni.

Dopo essere stato scaricato dalla Ducati, Scott Redding sapeva che si sarebbe ritrovato in una situazione molto diversa nel 2022. Le con la Panigale V4 R poteva ambire a battagliare per podi e vittorie, adesso con la BMW M 1000 RR lo scenario è completamente cambiato.

Scott Redding (foto BMW Motorrad WorldSBK Team)

Il debutto del pilota inglese ad Aragon è stato un completo fallimento, poi ad Assen le cose sono andate meglio ma comunque non ha un livello di competitività che gli permetta di lottare le migliori posizioni. Era consapevole che il cambio di team lo avrebbe messo in una condizione tecnica diversa da quella del biennio 2020-2021, però si aspettava qualcosa di più.

BMW ci tiene a ben figurare nel Mondiale Superbike e sta facendo degli investimenti per conquistare buoni risultati. Ma il gap da Yamaha, Kawasaki e Ducati è ancora evidente e servirà del tempo per ridurlo drasticamente. Il rider britannico, però, di pazienza non ne ha molta.

Superbike, Redding deluso da BMW: la risposta di Bongers

Redding recentemente ha espresso la sua delusione, specificando che il problema è la BMW e non lui. Lui si sente uno in grado di conquistare grandi risultati se la moto è competitiva, dunque vive l’attuale situazione come una sorta di leone in gabbia perché non può battagliare con il trio Bautista-Rea-Razgatlioglu.

In questi giorni ha rincarato la dose e mandato nuovi messaggi pesanti all’indirizzo del suo team, chiamato ad ascoltarlo maggiormente per migliore la M 1000 RR: “Ho le mie idee – riporta Motorsport-Total.com – ma non pensano che siano quelle giuste. Devono fidarsi di me, non di un computer. I computer danno tante informazioni, però non si siedono sulla moto e non danno gas”.

Scott vorrebbe che in casa BMW gli dessero maggiore ascolto e ha anche evidenziato che il team è piccolo, forse ci vorrebbe più personale. Inoltre, ha fatto intendere chiaramente di non avere troppa pazienza: “Quali progressi sono stati fatti negli ultimi quattro anni e quali devo aspettarmi nei prossimi? Io non ho pazienza, sto invecchiando. Loro hanno risorse e penso anche un piano”.

Anche se è scontento per la situazione, Redding deve comunque cercare di essere fiducioso e di avere il giusto atteggiamento nei confronti della sua attuale squadra. Le sue dichiarazioni, rilasciate dopo soli due round del Mondiale SBK, certamente non avranno fatto piacere a BMW.

Il direttore motorsport Marc Bongers è stato interpellato da Speedweek per commentare le parole del pilota inglese: “Chi viene in BMW ha bisogno di tempo per adattarsi. La moto è diversa da quella a cui era abituato. Dopo poco non può già indicare una direzione di sviluppo. Noi reagiamo alle sue esigenze, ma fatto nel quadro del regolamento e del DNA del moto”.

Il manager olandese ritiene un po’ affettate le pretese di Redding, al quale chiede di avere maggiore pazienza e di cercare di adattarsi meglio alla moto che ha adesso: “Ad Aragon abbiamo visto che la moto poteva fare molto più di quello ha fatto lui. Non è un’accusa. È chiaro che ora non possiamo vincere e fare podi costanti, dobbiamo risolvere dei problemi”.

Quando gli è stato domandato del fatto che secondo Scott la BMW bada troppo al computer e poco a lui, Bongers risponde nella seguente maniera: “Noi ascoltiamo attentamente i piloti, ma per trovare soluzioni poi serve la tecnologia. Non puoi aggirare il computer. Ci sono piloti che vorrebbero parti di altri produttori, ma questo non è sviluppo”.

La replica a Redding del direttore motorsport della casa di Monaco di Baviera è decisamente esaustiva. In modo diplomatico gli ricorda che non può pensare che la BMW M 1000 RR diventi la Ducati Panigale V4 R. Possono essere fatti miglioramenti, infatti il team ci lavora, ma tocca anche a lui adattarsi alla moto e tirarne fuori il massimo potenziale.