Steiner spende parole per Schumacher: ecco cosa gli serve

Tra incidenti e prestazioni al di sotto delle attese Schumacher si sta rivelando un flop, ma per il boss Haas Steiner non tutto è perduto.

Nel 2021 aveva accumulato danni per quasi 5 milioni di dollari, e il trend non sembra destinato a cambiare, almeno in tempi brevi. La Haas si aspettava certamente qualcosa di più da Mick Schumacher, alla sua seconda stagione iridata, ed invece, nello spazio di poche gare ha già accumulato una buona dose di errori più o meno gravi e performance lontane da quelle sperate da chi lo sta facendo correre.

Mick Schumacher (Ansa Foto)
Mick Schumacher (Ansa Foto)

Ad oggi, per dirla brutalmente, il figlio d’arte ha più la portata di un problema, che di un asset all’interno della scuderia americana, non fosse per il forte richiamo marketing dell’operazione. A dargli contro anche i freddi numeri della classifica generale. Se il suo nome viaggia in terzultima posizione a 0 punti, quello del vicino di box Magnussen si trova nella casella 12 a quota 15.

Un bel divario, soprattutto se si considera che il danese è stato assente dalla F1 una stagione per gareggia in IndyCar.

Schumacher: un caso da risolvere

E un bel colpo psicologico per il tedeschino che si trova a fare i conti con un’amara realtà a cui magari neppure lui pensava.

Stiamo cercando di aiutarlo a sbloccarsi, a realizzare questo benedetto primo punto“, ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport il dirigente della squadra Gunther Steiner, aggiungendo poi che il futuro del 23enne resta un’incognita.

Ha tanta pressione addosso“, ha ammesso. “Tutti si attendevano che al secondo anno facesse lo stesso salto che aveva mostrato nelle formule minori. Non c’è stato, ma per una ragione specifica. Queste macchine non sono una evoluzione di quelle precedenti e persino i più esperti stanno faticando ad adattarsi“, ha proseguito cercando di trovare una lettura obiettiva, una giustificazione.

In più, gli incidenti in Arabia Saudita e a Monaco gli hanno  tolto un po’ di fiducia, innescando una spirale negativa. Tra l’altro il calendario non lo ha aiutato perché Baku e Montreal sono piste che non perdonano“, ha continuato a difenderlo.

Convinto che l’approdo sui tracciati europei possa dargli una mano, il tecnico meranese ha evidenziato l’importanza di condividere briefing e dati con un corridore navigato come Kevin.

Se non fosse arrivato lui, Mick non saprebbe cosa gli manca. Così invece sa su cosa deve lavorare e migliorare“, ha chiosato ammettendo poi di aver sbagliato, a fine 2020, ad aver adottato una strategia “premia-giovani”.