F1, aspra critica a Mick Schumacher da parte di Fiorio: parole dure

L’ex direttore sportivo della Scuderia Ferrari in Formula 1 dal 1989 all’inizio del 1991, Cesare Fiorio, ha parlato di Mick Schumacher senza peli sulla lingua.

Il figlio del Kaiser, Mick Schumacher, sta riscontrando numerose difficoltà in F1. Marcare un punto con la Haas VF-21 avrebbe avuto un sapore di impresa, ma oggi il tedesco guida un’auto all’altezza della concorrenza. La squadra americana ha fatto una scelta precisa proprio per giocarsi le fiches nel 2022 con il cambio regolamentare. Lo scorso anno, in sostanza, la Haas è scesa in pista con la vettura del 2020 senza investire in sviluppi.

Cesare Fiorio Mick Schumacher (Ansa Foto)
Cesare Fiorio Mick Schumacher (Ansa Foto)

Il piano, in un momento molto complicato sul piano finanziario, era puntare tutto sul 2022, non portando alcuna innovazione tecnica sulla vettura 2021. La Haas aveva salutato due veterani del circus come Romain Grosjean e Kevin Magnussen per puntare su due rookie senza esperienza. Una scelta che ha avuto una ragione, puramente, di natura economica. Sia Nikita Mazepin che Mick Schumacher hanno portato dei grossi capitali nel team Haas. Una volta avuta l’opportunità di allontanarsi dalla famiglia Mazepin, la squadra ha deciso di ripuntare su un usato sicuro come Kevin Magnussen, affiancandolo a Mick.

Il confronto ha subito messo in una posizione scomoda il figlio del Barone rosso. Lo scorso anno Mick ha chiuso con zero punti, ma la maledizione è continuata nel 2022. L’obiettivo era mettere sulle spalle chilometri e cercare di imparare più possibile in un anno di transizione, ma ora non vi sono più alibi. Dopo un anno di apprendistato, Mick è balzato su un’auto ad effetto suolo più che discreta, spinta dal poderoso motore Superfast Ferrari. Mazepin, intanto, ha denunciato la Haas.

Kevin Magnussen, al rientro in F1 dopo l’esperienza nella IndyCar, ha subito fatto la differenza, conquistando la quinta piazza in Bahrain. Un risultato strepitoso, favorito anche dal doppio ritiro delle Red Bull Racing nel finale di gara. Il danese si è ripetuto anche in Arabia Saudita e in Italia con due ottime none posizioni. KM ha già marcato 15 punti in classifica piloti, ma tutto ciò non ha fatto che aumentare l’ansia da prestazione di Mick. Quest’ultimo per tenere il ritmo del teammate ha iniziato a compiere errori banali, distruggendo numerose vetture. Un colpo anche alle finanze del team in un momento delicato, anche per le note questioni del budget cap.

La critica a Mick Schumacher

Mick ha un cognome pesante, ma la squadra ha iniziato a fare giuste pressioni. Tutti i punti della classifica costruttori della squadra americana sono arrivati grazie alle performance del pilota danese. Il vincitore nel 2018 della F3 europea e nel 2020 della Formula 2 non può commettere altri errori alla guida, ma al tempo stesso deve andare forte per marcare il primo punto in F1. Mick continua a far parte della Ferrari Driver Academy e sogna di arrivare un giorno nella Scuderia che ha reso iconico suo padre. Nel 2022 la situazione è degenerata perché tutti i piloti motorizzati Ferrari hanno ottenuto punti. Persino il rookie Zhou è riuscito a marcare punti, al debutto assoluto in Bahrain e in Canada.

In qualifica Mick riesce anche a trovare dei buoni crono, come accaduto a Montreal, ma in gara il tedesco commette ancora molti errori e non ha un ritmo esaltante. A completare il quadro sono arrivati anche dei problemi tecnici che lo hanno limitato. Mick ha avuto diverse chance di marcare punti, ma ha commesso degli errori alla guida e, a volte, è stato tradito dall’affidabilità del mezzo. A Montreal avrebbe potuto cogliere l’occasione per sfatare il tabù, ma il motore Superfast di Maranello lo ha abbandonato sul più bello. La Haas è scivolata al penultimo posto della graduatoria dei team, superata anche dall’Aston Martin motorizzata Mercedes.

Dopo essere stata fanalino di coda nella passata stagione, la squadra americana vorrebbe lottare per una discreta posizione in centro gruppo. C’è bisogno, assolutamente, dell’apporto di Mick. Il tedesco è in scadenza contrattuale e i prossimi Gran Premi estivi risulteranno fondamentali per il suo futuro. Kevin Magnussen ha un contratto anche per la prossima stagione ed ha assurto ad un ruolo di primissimo piano nel team di Gene Haas. A giusta ragione il danese è diventato il comandante della squadra americana, ricoprendo il ruolo di prima guida. La situazione sta facendo soffrire Mick, ma è nei momenti di difficoltà che emerge il carattere e la tempra di un pilota.

Cesare Fiorio, ex direttore sportivo della Ferrari dal 1989 all’inizio del 1991 con cui ottenne 25 podi e 9 vittorie su 36 GP, ha una teoria sul giovane tedesco della Haas. “Non è il campione che qualcuno vorrebbe che fosse – ha analizzato Cesare Fiorio a FormulaPassion – è stato un buon pilotino che ha vinto nelle formule minori perché aveva sempre a disposizione i migliori mezzi. In F1 il confronto con Nikita Mazepin era impari e ora che ha al suo fianco Kevin Magnussen paga dazio in questo confronto che è contro un pilota che era ormai finito fuori dal Circus ed è stato ripescato per circostanze particolari. Per tenere il passo del compagno di box, poi, Schumacher ha cercato di spingere incappando in alcuni incidenti”. Parole dure, ma verità assolute.