Ferrari, Mattia Binotto alza la voce: parole pesantissime alla FIA

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ha fatto presente che la FIA non può agire in modo anomalo. Ecco cosa ha dichiarato l’ingegnere sulla direttiva anti-porpoising.

Dopo l’ennesima vittoria stagionale, la Red Bull Racing ha entrambi i mondiali in mano. La classifica costruttori vede la squadra di Milton Keynes a quota 304 punti, la Ferrari è a 228, 40 punti in più della Mercedes. Settantasei punti sono un gap consistente da recuperare per la Scuderia modenese, specialmente se Verstappen non commette errori. Il pilota olandese si è dimostrato perfetto in questa annata. Abbandonato da due problemi tecnici nelle prime tre gare stagionali, non ha più avuto problemi di affidabilità.

Mattia Binotto (Ansa Foto)
Mattia Binotto (Ansa Foto)

La classifica piloti, infatti, riflette l’andamento delle ultime settimane. Max Verstappen è salito a quota 175, Sergio Perez a 129 e Charles Leclerc a 126. Il monegasco è a 49 punti dalla vetta. Avrebbe bisogno di due vittorie con due zeri del rivale alla corona per pareggiare la partita. Se non dovesse riscontrare problemi tecnici, Verstappen ha dimostrato di essere di un gradino sopra a tutti. È molto complicato che possa finire una gara giù dal podio. Quando non è stato costretto ad alzare bandiera bianca per avarie tecniche, ha sempre vinto, ad eccezione di Monaco dove è arrivato terzo, comunque davanti a Leclerc.

L’olandese commette pochissimi errori e ha un’auto che non soffre di porpoising. George Russell su una Mercedes in crescita si è portato a soli 15 punti dal pilota della Ferrari. La vettura teutonica inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, ma la W13 continua ad avere sobbalzi ad alte velocità. Sorprendete, comunque, che Russell sia stato in grado di elevarsi in classifica davanti al teammate Hamilton e anche al driver spagnolo della Ferrari. Sainz, grazie al secondo posto di Montreal, è salito a 102 punti. La Mercedes spera di rientrare nella partita mondiale, ma è arrivata una doccia fredda per il team con sede a Brackley.

Mattia Binotto non transige

Il team principal della Ferrari si è schierato con la Red Bull Racing in merito alla questione della direttiva tecnica sul porpoising. In conferenza a Montreal ha dichiarato: “Il porpoising è qualcosa che dovremo affrontare per il futuro per provare a ridurlo, magari attraverso dei cambiamenti tecnici. È un fenomeno dipendente dalla pista. Penso che sia un problema che debba essere discusso ed è ancora una domanda aperta. Per quanto riguarda la direttiva tecnica però, la nostra posizione è che non sia applicabile ed è qualcosa che abbiamo fatto presente alla FIA. La ragione è che le direttive tecniche servono a chiarire i regolamenti, non a cambiarli. Non è possibile fare questo”.

Una posizione chiarissima che non ammette repliche. Binotto ha aggiunto: “Persino in materia di sicurezza, quello che può fare la FIA è tenere delle discussioni, cambiare il regolamento e andare direttamente al Consiglio Mondiale per ottenere l’approvazione, senza necessariamente avere quella delle squadre. Per questo abbiamo fatto presente alla FIA che la direttiva tecnica non è applicabile”. Sulla base dello stesso presupposto anche altri team principal si sono esposti sull’argomento. “Porpoising? C’è una soluzione, basta aumentare l’altezza da terra. Ma vai piano. Chi vuole andare piano? È come quando a metà stagione abbiamo dovuto cambiare le gomme, cambi qualcosa in modo fondamentale, potresti cambiare di nuovo completamente l’ordine gerarchico. È giusto?”, ha tuonato Steiner prima del GP di Montreal.

Cambiare le regole in corsa è sempre sbagliato, anche perché si rischia un mondiale falsato. Il fenomeno può essere mitigato, come ha sottolineato il team principal della Haas, sollevando l’auto e avendo performance peggiori. Le auto ad effetto suolo hanno messo a dura prova i tecnici, anche per altre ragioni. “I problemi che abbiamo avuto a Baku si sono verificati a dei chilometraggi a cui non ce li aspettavamo, ma nemmeno bassissimi – ha sottolineato l’ingegnere di Losanna in merito ai DNF della F1-75 – adesso abbiamo introdotto due Power Unit con Charles e questo ci dà un po’ di respiro. A meno di situazioni non comprese, direi che l’affidabilità per le prossime corse non è una preoccupazione o almeno che è sotto controllo”.

Ogni team, in realtà, ha i suoi grattacapi. “L’affidabilità è sempre stata importante oltre alla prestazione assoluta. Da qui alla fine della stagione però non penso che sarà l’unico fattore. Lo sviluppo e il budget cap saranno altri temi importanti. Ci si chiede come sia possibile che quest’anno in griglia si vedano così tanti problemi di affidabilità? Il motivo è che le power unit non sono le stesse. Se si guarda a Ferrari, la nostra unità ha un design completamente diverso rispetto al passato. Il problema è che è un progetto ancora giovane e i test ai banchi prova dinamometrici hanno delle limitazioni che in passato non c’erano. Non abbiamo potuto testare molto al banco e questo ha reso l’esercizio più difficile. Nel caso di Red Bull non so quali siano i loro problemi, se siano connessi alla power unit oppure no. Non posso giudicare dall’esterno”, ha chiosato Binotto.