Quante chance ha Leclerc di battere Verstappen? Ecco il dato inquietante

Il pilota della Ferrari, Charles Leclerc, è costretto ad inseguire in classifica piloti il campione del mondo Max Verstappen. Servirà una impresa storica. Ecco il motivo.

Dal 2020 ad oggi Max Verstappen, salvo incidenti o problemi di affidabilità della vettura, è finito giù dal podio in sole due occasioni. In Turchia in una gara pazza sotto la pioggia nel 2020 e l’anno successivo in Ungheria, sempre sul bagnato, a causa di una carambola con Valtteri Bottas e Lando Norris. Il finlandese tamponò Lando Norris, che a sua volta finì contro la vettura di Max Verstappen.

Verstappen Leclerc (Ansa Foto)
Verstappen Leclerc (Ansa Foto)

In quella sfortunata gara l’olandese concluse in nona posizione, conquistando dei punticini che poi si sono rivelati importanti per arrivare a pari punti in classifica con Lewis Hamilton nell’atto conclusivo della stagione. Nel 2021 l’olandese non ha rubato nulla, assolutamente, conquistando ben 10 vittorie. In questa annata il #33 oggi numero 1 ha già messo a segno sei vittorie. Già questo dato la dice lunga sull’andamento della stagione. Dopo aver risolto i guai tecnici che lo hanno afflitto in Bahrain e Australia, Verstappen non si è più fermato.

Il “toro” olandese ha conquistato solo vittorie, ad eccezione della terza piazza di Monaco dove, comunque, ha preceduto Charles Leclerc. Quest’ultimo, dopo una partenza sprint, si è ecclissato tra avarie tecniche, errori di strategia e anche personali. Ad Imola il monegasco ha commesso l’unico vero mistake alla guida dell’annata, nel tentativo disperato di rimanere incollato a Sergio Perez e riguadagnare la seconda posizione. Avrebbe potuto desistere e accontentarsi della terza posizione, ma alla fine ha concluso al sesto posto. A Miami è arrivata una buona seconda posizione, seguita però dal DNF in Spagna quando era, saldamente, al comando della corsa.

A Monaco ci hanno pensato gli strateghi a rovinargli la corsa, mentre a Baku è arrivato il secondo ritiro stagionale. Il problema alla PU in Azerbaijan ha avuto degli effetti anche nella corsa di Montreal dove Leclerc è stato costretto a partire dal fondo dello schieramento. CL16 ha concluso in quinta posizione, ma allontanandosi ancor di più dalla vetta. Il monegasco è scivolato a 49 punti da Max Verstappen, preceduto anche da Sergio Perez di tre lunghezze. Max Verstappen è a quota 175, Sergio Perez a 129 e Charles Leclerc a 126. I tifosi più ottimisti considerano, assolutamente, alla portata il recupero in classifica, data la super rimonta di Verstappen nelle ultime settimane.

I fatti dimostrano che è la Ferrari ad aver dilapidato un patrimonio e non è scontato che gli avversari facciano lo stesso, gettando alle ortiche il vantaggio in classifica. Non è un caso che Mattia Binotto, team principal della Scuderia Ferrari, abbia ricominciato a dire che l’obiettivo del 2022 non è far partire il famoso ciclo vincente, ma risultare competitivi. Un modo per togliere pressione alla squadra in un momento di difficoltà, ma che rischia di levare anche entusiasmo. In Red Bull Racing, invece, ambizioni e obiettivi corrispondono e si traducono con il target di una eccellente vittoria mondiale.

I numeri impressionanti di Verstappen

Max ha intorno una squadra infallibile. È perfetto e pretende perfezione. Il team austriaco può vantare uno staff collaudato e di primissimo piano. Da Newey, uno dei migliori progettisti della storia della F1, a Horner, comandante affidabile al muretto. Il consigliere Helmut Marko, estroso e sempre tagliente nelle dichiarazioni, spesso sopra le righe, ma funzionale ai programmi della squadra. La coppia di piloti è di un livello altissimo e i meccanici e gli strateghi non sbagliano un colpo. Nel 2021, non a caso, la Red Bull Racing motorizzata Honda è andata molto vicina a detronizzare la Mercedes. Quest’ultima sembrava essere imbattibile nell’era ibrida.

Max Verstappen ha celebrato il suo primo titolo mondiale, battendo all’ultimo respiro Lewis Hamilton. Ciò che è accaduto ad Abu Dhabi con Masi non è stata una colpa dell’olandese che ha approfittato dell’“errore umano” del direttore di gara. Nonostante la sfida accesissima fino all’ultima curva, la Red Bull Racing ha puntato, fortemente, sul cambio di regolamento, cercando di mettere in pista una vettura non convenzionale. La squadra austriaca, ad oggi, ha tutto per aprire un ciclo vincente. Nella prossima tappa a Silverstone poteranno ulteriori sviluppi, nonostante la posizione di vantaggio. Una mentalità che sta dando dei preziosi frutti.

Max Verstappen in Canada ha segnato altri record impressionanti. Max Verstappen è ora nella Top 10 per il maggior numero di trionfi nella storia della F1 ed è il più giovane nella storia ad aver raggiunto le 25 vittorie, precedendo campioni come Sebastian Vettel, Michael Schumacher, Fernando Alonso e Lewis Hamilton. Addirittura l’anglocaraibico arrivò al traguardo dei 25 successi a quasi 30 anni. Il figlio d’arte di Jos deve ancora compiere 25 anni e ha già fatto segnare record strepitosi. Dal 2020 ad oggi Max in 48 Gran Premi ha ottenuto 18 vittorie, 14 seconde posizioni e 4 terzi posti. Ciò vuol dire che in sole 12 occasioni non è salito sul podio.

Dieci ritiri per crash o avarie tecniche e sole due gare giù dal podio. Un ruolino di marcia a dir poco impressionante. Il fuoriclasse olandese non soffre la pressione e in alcuni aspetti ricorda alla guida il Kaiser Schumacher. Per sfortuna della Ferrari, Max difficilmente vestirà di rosso. Il fuoriclasse si è legato alla RB sino al 2028. Cosa può fare Leclerc? Max non è ancora arrivato secondo in questa stagione, ma se volessimo considerare Charles sempre vittorioso, davanti all’olandese, servirebbero ben 7 trionfi consecutivi (Sprint Race e fastest lap a parte) per pareggiare il campione del mondo della Red Bull Racing in classifica. Inutile sottolineare che si tratterebbe di un miracolo sportivo.

Charles Leclerc è un asso in qualifica, ma in gara la RB18 si è dimostrata più performante negli ultimi due mesi e mezzo. L’ultima vittoria della Rossa è datata, infatti, 10 aprile con il grand chelem o grand slam, conquistato dal monegasco a Melbourne. Le prossime tappe sono, sulla carta, favorevoli alle caratteristiche della monoposto austriaca. La Ferrari avrebbe dovuto approfittare dell’agilità nei tratti misti della F1-75 a Barcellona e Monaco, ma su piste con curve veloci e lunghi rettilinei, la wing car austriaca fa la differenza con velocità di punta più elevate rispetto alla monoposto rossa.