F1, il porpoising fa paura: ecco il parere dei medici al riguardo

Il mondo della F1 sta affrontando seriamente il problema del porpoising, che potrebbe causare rischi per i piloti. Ne parla l’esperto.

La rivoluzione aerodinamica della F1 targata 2022 ha portato i team a dover cambiare totalmente i concetti delle proprie monoposto. Con i test in pista vietati, se non per le sessioni collettive precedenti all’inizio del campionato, tutto il lavoro è concentrato al simulatore ed in galleria del vento, ma i riscontri della pista non sono mai uguali a quelli che si vedono al computer.

F1 Porpoising (LaPresse)
F1 Porpoising (LaPresse)

Praticamente la totalità dei team, eccetto, forse, la Red Bull, non aveva previsto il fenomeno del porpoising, ovvero il rimbalzo che subiscono le monoposto alle alte velocità, tipica caratteristica dell’effetto suolo. La prima a manifestarlo era stata la Ferrari nelle prove invernali di Barcellona, con le immagini della Rossa di Charles Leclerc che sballonzolava sul rettilineo dei box che aveva fatto il giro del mondo.

Man mano, quasi tutte le squadre hanno iniziato a soffrirne, in particolar modo la Mercedes. Il team di Brackley si era presentato in Bahrain con una versione della F1 W13 totalmente diversa da quella della Spagna, praticamente priva di pance laterali e dotata di tante altre novità.

Al simulatore, questa specifica risultava di circa un secondo più performante rispetto alla versione base, ma non era stato calcolato proprio il porpoising. Sin dalle prime battute, si era visto quanto questa vettura ne soffrisse in maniera spropositata, costringendo i meccanici a dover alzare l’altezza da terra perdendo prestazione anche nelle curve lente.

Tuttavia, neanche questa soluzione è stata utile per arginare il guaio, che sembrava però essere sparito grazie alle novità tecniche introdotte a Barcellona. Le sconnessioni dell’asfalto di Baku ed il rettilineo principale lungo oltre due chilometri hanno però dimostrato che il problema è ancora ben presente, stesso discorso anche per Ferrari, McLaren ed altre squadre.

La FIA ha ora emanato una nuova direttiva tecnica che sta facendo discutere e non poco, con Max Verstappen apparso furioso in conferenza stampa. Ancora una volta, la Federazione Internazionale ha cambiato le regole in corsa, ed in quel di Montreal sarà curioso vedere come verranno modificati i valori in campo.

F1, il neurochirurgo parla del porpoising

Sulle colonne di “Motorsport.com” è apparsa un’analisi del neurochirurgo Nicola Acciarri, che ha parlato delle problematiche che i piloti di F1 potrebbero sperimentare in seguito al porpoising. In Azerbaijan, tanti alfieri si sono lamentati delle condizioni di guida, soprattutto Lewis Hamilton che ha addirittura perso la sensibilità del gluteo ed ha accusato anche un fastidioso mal di schiena.

La sicurezza delle auto e delle piste di F1 è stata negli ultimi venti anni sicuramente uno dei punti su cui la FIA ha concentrato le proprie attenzioni. per capire bene le conseguenze fisiche di vibrazioni e forze inerziali sul pilota durante la guida occorre ricordare brevemente la posizione attuale dei piloti nella posizione di guida“.

Il collo rimane flesso in avanti, verso il petto, che risulta fortemente rialzato perché il rachide dorso-lombare dei piloti è praticamente disteso, con appoggio finale sulla parte lombo-sacrale, che fa da fulcro per gli arti inferiori, sollevati rispetto al bacino ed estesi in avanti con una lieve flessione delle ginocchia“.

Riguardo al porpoising, il neurochirurgo ha sottolineato: “I piloti possono guidare in questo modo per lunghi periodo di tempo? La risposta è no. In queste condizioni il pilota viene continuamente sollecitato da forze che si contrastano tra loro, causando un abbassamento violento, un urto dell’auto, ed una reazione temporanea di risalita di essa. A livello del rachide cervicale, i muscoli entrano in maggiore tensione, generando alla lunga delle irritazioni nei nervi che scorrono in essi, e che hanno origine dal rachide cervicale“.

Possono avvenire alterazioni sintomatiche al collo, a cui si aggiungono anche le pressioni che i saltellamenti impongono alle cinture di sicurezza sulle spalle. In particolare, le cinture, molto strette, forzano con i saltellamenti la regione dei muscoli trapezi, generando dolore locale, ma spesso anche esteso alla regione del petto e verso le scapole. Infatti, nei muscoli trapezi scorre il nervo accessorio, che può risultare infiammato e volte potrebbe anche generare temporanee paralisi del muscolo stesso“.