Ferrari, mondiale già buttato? Ecco come stanno veramente le cose

Il cappotto di Baku fa ancora male, ma la Ferrari, nonostante i difetti, non può già mollare la presa sul campionato.

Al peggio non c’è mai fine, recita un detto. Purtroppo per la Ferrari sembra essere proprio così in questo 2022. Dopo un inizio da far brillare gli occhi, con due vittorie in tre gare contro una Red Bull inerme, incapace di reagire anche per problemi di affidabilità, la Rossa in poche settimane ha visto capovolgersi tutto. Max Verstappen ha, passo dopo passo, recuperato terreno su Charles Leclerc, approfittando degli errori e dei ritiri del monegasco (oltre che del box di Maranello), issandosi in testa alla classifica del Mondiale. E dopo il trittico Barcellona-Monaco-Baku, può già dire di aver cominciato una vera fuga.

La Ferrari a Baku (ANSA)
La Ferrari a Baku (ANSA)

La classifica purtroppo parla chiaro per la Rossa, che è costretta a inseguire a distanza i rivali, ma deve anche guardarsi le spalle dal ritorno di una Mercedes per nulla all’altezza ma che, approfittando dei “regali” altrui si è comunque mantenuta lì a stretto giro di posta.

Ferrari, tra problemi ed errori

Ma cosa sta accadendo alla Ferrari? Innanzitutto la crisi è di affidabilità. Cinque ritiri totali in otto gare sono il segno che qualcosa non va. In due occasioni è stato sfortunato Carlos Sainz Jr, che è uscito per colpe sue o di incidenti. Ma per il resto la monoposto di Maranello ha mostrato preoccupanti crepe, che dopo Barcellona sembravano risolte. E invece sono tornate prepotentemente alla ribalta a Baku.

Se il problema idraulico è un’assoluta novità in casa Ferrari, quello del motore invece è l’ennesimo caso di questa stagione. La nuova unità è sì potente quanto fragile (forse) in alcune sue componenti. Mattia Binotto ha spiegato bene che si è spinto tanto su questo aspetto per recuperare terreno rispetto al passato e mettersi lei capofila, ma questo ha comportato il correre di qualche rischio, che ora purtroppo viene pagato a caro prezzo. Meglio un’unità veloce e non affidabile che il meno potente e affidabile ha detto in sostanza il team principal Ferrari. La verità è che si è cercato di spingere ora prima che i motori vengano definitivamente congelati, come da accordi. E guadagnare un vantaggio in questo senso sarebbe stato fondamentale. Per ora però non è così.

Poi ci si mettono gli errori del box, che in più di una occasione hanno danneggiato la gara soprattutto dell’ex capofila Leclerc, che non le ha mandate a dire, soprattutto a casa sua, a Monaco. La Ferrari è da anni non più abituata a lottare per certi traguardi e il gruppo deve crescere anche sotto questo aspetto, ma deve farlo alla svelta, anche semplicemente per tornare a vincere delle gare.

Ma gli errori sono anche di comunicazione. E’ impossibile definire la Rossa la macchina più forte e completa del lotto a Barcellona per poi ritrattare tutto a Monaco e Baku, ridimensionando le proprie ambizioni. Anzi, facendo una distinzione tra queste e gli obiettivi reali, che sarebbero “solo” quelli di tornare competitivi ad alti livelli. Ma allora qual è la verità? Binotto ha spiegato che così dicendo vuole eliminare la pressione dai suoi, ma in realtà è un autogol clamoroso dopo quanto affermato nelle gare scorse. Ed è questo che forse ha anche innervosito i suoi piloti.

La Rossa dunque è fuori dal Mondiale già a inizio giugno? No, perché il vento può ancora cambiare e c’è più di metà campionato da fare. E se davvero la Ferrari è la più forte, deve dimostrarlo, tornando a fare le cose per bene. Dando una risposta forte alle critiche e non farsi sommergere da queste. Dal Canada comincia un nuovo campionato, che deve essere quello dell’orgoglio rosso.