Il WRC si arricchisce di una nuova Casa: ecco chi vuole entrarci

Il passaggio alla motorizzazione ibrida, ha riportato in alto l’interesse dei costruttori verso il WRC. Il candidato è un nome presente in F1.

Gli ultimi anni non sono stati particolarmente felici per il WRC, anzi al contrario il campionato mondiale rally ha perso via via sempre più appeal agli occhi delle Case automobilistiche, tanto che nel 2022 abbiamo soltanto Toyota e Hyundai come ufficiali, più M-Sport che in realtà è un’azienda privata di modeste dimensioni.

Vetture WRC (Ansa Foto)
Vetture WRC (Ansa Foto)

La stagione in corso, la prima con propulsori ibridi, potrebbe tuttavia convincere i produttori ad investire su una piattaforma che, male che vada, offre una buona visibilità a livello globale.

Il WRC avrà un costruttore in più in futuro?

Tra i più interessati, almeno in questa fase, si sta dimostrando il Gruppo Renault, nella fattispecie il marchio Alpine. La sua volontà sarebbe quella di espandere la propria presenza nel motorsport e l’amministratore delegato della Losanga Luca De Meo sta spingendo proprio in questo senso essendo un grande appassionato di competizioni.

La speranza è che quanto prima il traverso di converta all’elettrico, tecnologia su cui i francesi stanno puntando molto, così da avere un’altra vetrina di peso per i propri veicoli.

Non contento il manager italiano ha anticipato che nei programmi del brand c’è pure la partecipazione alla Dakar, il raid più pericoloso del pianeta, che già permette di schierare macchine al 100% verdi.

Ad oggi l’idea del rally sembra quella più stuzzicante. Tanto che il responsabile dei progetti  Davide Brivio si è presentato in Portogallo in occasione della prova iridata, che coincideva con un compleanno speciale, i 50 anni del Mondiale.

Recatosi sul luogo per tastare il terreno l’ex Suzuki MotoGP ha compreso che con ogni probabilità l’eventuale ingresso non potrà avvenire prima del 2025, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento tecnico relativo al motoproulsore.

“Vogliamo esplorare nuovi territori”, ha affermato il CEO. “Ma per farlo occorrono le giuste condizioni. Noi vorremmo disputare il WRC con un’auto elettrica, ma attualmente non è possibile“. Eppure c’è già chi ha ritrovato nella A5 il mezzo ad hoc per questo impegno.

Concretamente parlando per ora c’è molto poco, non fosse per lo sprone del capo della FIA Mohammed Ben Sulayem, convinto che un campionato iridato non possa permettersi di avere soltanto due costruttori e mezzo. L’erede di Todt ha dunque incentivato il senso del rischio, adesso bisognerà vedere se qualcuno avrà davvero il desiderio di provarci e buttarsi nella mischia.