Marc Marquez racconta il suo dramma: 2 anni di carriera al massimo?

Nelle prossime ore Marc Marquez entrerà in sala operatoria: una scelta inevitabile per il campione della Repsol Honda.

Marc Marquez resterà fuori dai giochi per un minimo di tre mesi, il suo ritorno in pista non è prevedibile prima di settembre e Honda si affida al collaudatore Stefan Bradl per portare avanti lo sviluppo della RC-V. Il campione di Cervera vuole ritornare a vincere e il quarto intervento chirurgico al braccio è l’unica strada da percorrere per provare a riprendersi il titolo mondiale.

Marc Marquez (foto Ansa)
Marc Marquez (foto Ansa)

Nelle ultime ore è arrivato a Rochester, dove si trova la Mayo Clinic presso cui si opererà nella giornata di giovedì 2 giugno. Solo quando sarà uscito dalla sala operatoria i medici potranno dare un’idea approssimativa sui tempi di recupero, molto dipenderà dalle condizioni in cui si trova l’osso. Nella migliore ipotesi potremmo rivederlo in azione a settembre, magari in occasione del test di Misano, per valutare l’evoluzione della moto. Nella peggiore ipotesi non prima dei test invernali del prossimo anno.

Marc Marquez e una “vita impossibile”

Nell’arco di pochi giorni il fenomeno di Cervera ritornerà nella sua nuova abitazione alle porte di Madrid dove continuerà con la riabilitazione: “Dobbiamo ancora discutere con i medici su come monitorare il consolidamento dell’omero dopo l’operazione – ha raccontato Marc Marquez come riportato da Speedweek.com -. La mia équipe medica è diretta dai Dott. Samuel Antuna e dal dott. Angel Cotorro dell'”Hospital Ruber Internacional” di Madrid. Hanno ottimi contatti con i medici della Mayo Clinic”.

Gli specialisti americani sono certi del buon esito dell’intervento al braccio destro, ma chiedono tempo per la ripresa. Non c’è altra soluzione e quando gli si è presentata la possibilità di operarsi ha quasi tirato un sospiro di sollievo, ormai stanco di chiudere tra il 5° e il 10° posto, con la zona podio subito apparsa difficile da conquistare in questo campionato dai livelli forsennati. “La mia vita privata è cambiata dall’incidente di Jerez. Quando ritorno da un weekend di GP devo prendermela comoda e riposarmi due o tre giorni. Non c’è niente che io possa fare al riguardo, al massimo un po’ di ciclismo indoor”.

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In questi mesi ha dovuto far ricorso a tanta fisioterapia e agli antidolorifici per sostenere lo sforzo che richiede la MotoGP: “In queste condizioni avrei continuato a guidare per un anno o due. Perché sto soffrendo troppo fisicamente e non è divertente così. Spero che questa operazione cambierà la mia vita”.