Indy 500: splendida ed incredibile vittoria di un ex F1

La Indy 500 targata 2022 è stata vinta dalla Dallara-Honda del team Ganassi con Marcus Ericsson. Ecco com’è andata la gara.

Splendida vittoria per Marcus Ericsson alla Indy 500 del 2022. Il pilota svedese del team Ganassi si è imposto al volante della sua Dallara motorizzata Honda, entrando in Victory Lane alla sua quarta esperienza sul catino di Indianapolis. Un’affermazione netta quella del pilota nordico, che interrompe il digiuno del suo paese.

Indy 500 Marcus Ericsson (LaPresse)
Indy 500 Marcus Ericsson (LaPresse)

La Svezia, infatti, non vinceva dal 1999, quando Kenny Breck si prese la scena per il team del grande A.J. Foyt. Ericsson ha sfruttato alla grande quello che è successo nella fase finale della corsa, portandosi a casa un successo in cui in pochi credevano. La gara era stata dominata dalle vetture dei suoi compagni di squadra, vale a dire Scott Dixon ed Alex Palou.

Lo spagnolo ha pagato un pit-stop ed una strategia non troppo azzeccati, mentre il neozelandese, che aveva fatto segnare una pole position da record la scorsa settimana, ha subito un drive through per un’ingenuità non da lui. Dixon ha infatti superato il limite di velocità in pit-lane, arrivando addirittura ventunesimo al traguardo dopo aver condotto quasi interamente la gara per oltre 150 passaggi dei 200 previsti.

La Indy 500 continua ad essere un tabù per il pluri-campione della Indycar, visto che l’unica vittoria è arrivata nel 2008, anno del suo primo titolo in categoria. Chip Ganassi non festeggiava un successo dal lontano 2012, quando ad imporsi fu Dario Franchitti proprio davanti a Dixon, in una splendida doppietta per la squadra del magnate americano.

Si ritrova beffata la McLaren del team Schimdt Peterson che chiude seconda con Patricio O’Ward, il giovane talento messicano che chiude al secondo posto. Ancora una volta, la Honda ha battuto la Chevrolet nella battaglia tra motoristi, ma “Pato” può essere ben soddisfatto. In molti parlano di un suo imminente arrivo in McLaren per quanto riguarda la F1, e visto ciò che sta dimostrando oltreoceano meriterebbe una possibilità al posto dell’irriconoscibile Daniel Ricciardo.

Indy 500, Ericsson riporta Ganassi alla vittoria

La Indy 500 è la gara più famosa del mondo assieme alla 24 ore di Le Mans, ed anche quest’anno non ha perso occasione per emozionarci e tenerci incollati ai teleschermi. Come spesso avviene, è stato un outsider ad imporsi, e Marcus Ericsson si prende una bella rivincita dopo quattro stagioni deludenti in F1 con la Sauber.

Lo svedese sta diventando un top driver negli Stati Uniti e con la sua sapiente gestione di corsa ha dimostrato a tutti il perché Chip Ganassi abbia deciso di puntare su di lui. Terzo posto per Tony Kanaan, vincitore nel 2013 e che ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei migliori, nonostante la sua presenza in questo campionato sia ormai limitata a pochi appuntamenti.

Terza l’altra McLaren di Felix Rosenqvist, altro svedese molto competitivo e che ha corso tutta la Indy 500 edizione 2022 nel gruppone di testa. Quinto Alexander Rossi, che qui ha vinto nel 2016, primo delle vetture del team Andretti Autosport. Gara deludente per la squadra di Michael, visto anche il ritiro per incidente di Romain Grosjean, uscito di scena nella parte centrale della corsa.

Sesto Conor Daly, ormai un veterano della 500 Miglia di Indianapolis e che ancora una volta ha detto la sua. Settimo ed ottavo posto per la coppia del Meyer Shank Racing, composta da Helio Castroneves, che aveva vinto lo scorso anno, e Simon Pagenaud. La top ten è stata completata da un’altra vettura di Ganassi, vale a dire quella di Alex Palou, e da Santino Ferrucci del Dreyer & Reinbold Racing.

Undicesimo Juan Pablo Montoya, mai competitivo ma comunque bravo a restare lontano dai guai grazie alla sua esperienza, seguito da J.R. Hildebrand. Disastro per il team Penske, la cui prima vettura è tredicesima con Josef Newgarden. Quattordicesimo Graham Rahal davanti a Will Power, altro pilota di Roger Penske che non si è mai visto nelle posizioni di vertice.

Tra le delusioni c’è il sopracitato Grosjean ma anche Rinus Veekay del team di Ed Carpenter, che è stato il primo ad andare a muro e che era accreditato tra i favoriti. Botta anche per Callum Ilott e Scott McLaughlin, mentre tanto rammarico per Colton Herta. Quest’ultimo è un altro candidato ad un sedile di F1, ma la sua Indianapolis è stata da dimenticare. Un botto nelle prove del sabato ha distrutto la sua vettura, che è stata riparata in poco tempo senza mai trovare prestazioni.