Hamilton, la crisi Mercedes può durare a lungo: il motivo è incredibile

Lewis Hamilton deve fare i conti con una Mercedes non competitiva, che difficilmente gli consentirà di giocarsi le vittorie quest’anno.

Una stagione terribile per la Mercedes quella iniziata lo scorso 20 marzo in Bahrain. Lewis Hamilton e George Russell si affacciano al Gran Premio di Spagna con un enorme ritardo da Red Bull e Ferrari in classifica, nella consapevolezza che vincere il mondiale è ormai uno scenario impossibile.

Hamilton (ANSA)
Hamilton (ANSA)

Sulla pista di Barcellona, la Mercedes ha piazzato dei veri e propri domini nel corso dell’era ibrida, cedendo lo scettro solo nel 2016 proprio a Max Verstappen, a seguito di una collisione tra Hamilton e Nico Rosberg avvenuta nella prima tornata. Per il resto, le vetture del team di Brackley hanno trionfato per ben sette volte, piazzando ben quattro doppiette.

Questa netta supremazia ha consentito agli anglo-tedeschi di portarsi a -1 nel computo delle vittorie su questa pista dalla Ferrari, che invece non vince dal lontano 2013 con Fernando Alonso. Viste le caratteristiche dell’impianto e della monoposto, la Scuderia modenese è la grande favorita, ma anche la Red Bull sarà sicuramente della partita.

La Mercedes dovrà cercare nuovamente di limitare i danni, anche se gli sviluppi hanno dato dei discreti riscontri a Miami. La nuova ala anteriore ha un concetto molto interessante, ma il problema di fondo continua a restare, ed è quello del porpoising che influenza la vettura sia in rettilineo che nelle curve veloci.

La F1 W13 è un progetto molto estremo, che stando alle prime indiscrezioni avrebbe potuto dominare la scena. Tuttavia, questo scenario non si è presentato, ma sono sopraggiunti invece tanti problemi inattesi. La situazione del team di Brackley è molto difficile, con Red Bull e Ferrari che sono ormai in fuga totale in classifica.

Il mondiale, ovviamente, è solo un miraggio e pare strano affermarlo dopo anni di dominio, ma c’è modo e modo di abdicare. La F1 W13 è una delle frecce d’argento peggiori della storia, ed anche gli sviluppi non sembrano essere sufficienti per riavvicinarsi ai primi. L’unico obiettivo possibile pare essere quello di difendere il terzo posto tra i costruttori.

Hamilton, ecco qual è il problema della Mercedes

Lewis Hamilton è in grande sofferenza, anche dal punto di vista psicologico. Trovarsi contro un compagno di squadra così forte e con una monoposto non competitiva dopo anni di passeggiate, non dev’essere per nulla una cosa semplice. Intervistato da “Auto Motor und Sport“, il sette volte campione del mondo ha rimarcato il guaio principale della freccia d’argento.

Questa volta abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati“, spiega Lewis nell’intervista. “In teoria, il carico aerodinamico è buono. In realtà, il porpoising è d’intralcio e non è un problema che può essere risolto dall’oggi al domani. Stiamo lavorando molto duramente con i tecnici e tutta la squadra, ma ci serve tempo. Gli sviluppi arriveranno, ma non credo che saremo in grado di competere con i primi. Serve un percorso graduale“.

Indirettamente, Hamilton ha alzato bandiera bianca. Dai primi c’è già un divario importante in classifica mondiale, e nelle prossime gara sarà difficile per la Mercedes tornare in bagarre per la vittoria. Christian Horner, team principal della Red Bull, ha dichiarato che, a suo parere, il team di Brackley tornerà presto davanti.

Questa frase viene pronunciata già da oltre un mese, ma i risultati non si sono visti ed il gap in graduatoria generale aumenta di gara in gara. Per fare un esempio, Lewis non è mai riuscito a chiudere una gara davanti a Charles Leclerc, mentre George Russell ce l’ha fatta solo ad Imola, ma grazie all’errore del monegasco e non per il reale potenziale della sua monoposto. A conti fatti, alla Mercedes servirà un miracolo, ma anch’esso sembra essere molto lontano.