I piloti di MotoGP hanno paura: arriva il chiarimento con la Dorna

I protagonisti della MotoGP hanno chiesto alla Dorna di intervenire per risolvere alcuni problemi che stanno pesando.

Manco fossero degli operai qualsiasi, i rider della MotoGP sono in ansia. A preoccuparli è lo stipendio, tanto che, approfittando della presenza del patron della Dorna Carmelo Ezpeleta durante la Safety Commission svoltasi a Le Mans, hanno protestato a viva voce.

MotoGP, Fabio Quartararo (Ansa Foto)
Fabio Quartararo (Ansa Foto)

Il dissenso espresso riguarda il trend al ribasso delle paghe ormai costante. Niente di nuovo sotto il sole, almeno in Italia, ma per gli sport motoristici si tratta di qualcosa di inedito. Inoltre qualche perplessità è stata mostrata a proposito della facilità di licenziamento.

La maggior parte dei piloti, soprattutto quelli di Moto 3 e  Moto 2, sono completamente indifesi quando le squadre decidono di rompere con loro unilateralmente. Tuttavia quando sono loro a volersene andare non possono“, la denuncia seguita all’appiedamento immediato di Romano Fenati da parte della SpeedUp.

La MotoGP unita contro i cachet bassi e l’assenza di tutele

Chi ha preso la parola ha preso come esempio Fabio Quartararo. Il francese, iridato in carica, al suo ingresso nella massima categoria, aveva dovuto firmare un accordo da 80.000 euro annui. Una cifra non in linea con le attese, specialmente se si considerano i rischi che corrono in sella, e purtroppo per loro  diventata comune.

Dal canto suo il CEO del motomondiale ha cercato di difendere i team, imputando tale atteggiamento alla crisi economica post pandemia e ora per la guerra.

Entrando nel vivo della questione, un altra voce non meno critica catturata da Motorsport.com, ha rincarato la dose: “Il nostro sport è un grande spettacolo, un business che muove molti soldi. Noi siamo i clown di questo circo. Comprendiamo la situazione attuale, ma non possiamo gareggiare gratis“.

Alla luce di tale situazione e malessere, i corridori non hanno escluso la creazione, in un prossimo futuro, di un sindacato in stile GPDA della F1.

Non abbiamo mai avuto un leader abbastanza preoccupato da creare un’associazione di motociclisti. Sicuramente quello giusto era Valentino Rossi, e anche se se ne è discusso molte volte, non si è mai fatto il passo per portare avanti la cosa”, non ha avuto paura di esporsi Pol Espargaro.

Attualmente la soluzione pare lontana, anche perché le scuderie non hanno intenzione di cedere. Campioni del mondo e atleti da prime posizioni hanno ricevuto offerte dimezzate o ancora peggio per salvarsi il posto. Su tutti Joan Mir e Aleix Espargaro.

Finora le due ruote sono sempre state lontane da argomenti del genere, ciò malgrado quanto avvenuto in Francia potrebbe dare l’abbrivio a un vero e proprio cambiamento in ottica corporativa.