Lutto in F1: arriva il tragico annuncio per tutto il circus

Un tragico annuncio è arrivato dopo il GP di Miami di F1. Una notizia che lanciato nello sconforto anche il mondo della MotoGP.

Nel mondo della F1 era noto come “The Voice”, proprio come il grande Frank Sinatra. Segno che era un grande narratore delle vicende che riguardano il Mondiale. Parliamo di Jochen Luck, scomparso nelle scorse ore all’età di 96 anni. Durante la sua carriera come speaker, è stato su tutti i circuiti tedeschi ma non solo. basti pensare che la prima gara che ha commentato è datata 1957.

F1 (AdobeStock)
F1 (AdobeStock)

In realtà la sua prima volta in assoluto ci fu nel 1949 a Kassel, poi però ha cominciato a frequentare il Mondiale ed è diventato uno delle voci più riconoscibili del paddock. In totale ben 22 GP di F1 al Nürburgring e all’Hockenheimring, dove Luck ha informato e intrattenuto gli spettatori come annunciatore di pista, e ha potuto salutare i piloti in 16 lingue diverse.

Luck, una vita per F1 e MotoGP e non solo

Voce chiara, concisa e ferma, un timbro inconfondibile. Così lo descrivono gli appassionati tedeschi e gli addetti ai lavori. Ma soprattutto versatile, perché è stato capace di passare senza problemi dalla F1 alle moto. Infatti Luck ha commentato 32 GP motociclistici in Germania, più dieci Gran Premi ad Assen. Ma non è tutto: si è seduto davanti al microfono 19 volte per prestare la sua voce durante la 1000 km al Nürburgring. “E mia moglie Hildegard ha tenuto meticolosamente la lista dei giri accanto a me per 35 anni”, ha detto Jochen Luck qualche tempo fa a Speedweek.

Classe 1925, è stato sempre attirato dal mondo dei motori. “Nella mia prima gara di Formula 1 nel 1957, Fangio vinse il suo quinto titolo mondiale“, ha ricordato in una recente intervista. Luck però è sempre stato appassionato di sport. Ha vissuto a Praga per quattro anni quando era giovane perché suo padre lavorava lì e ha cominciato a giocare in quei anni a hockey su ghiaccio, entrando nella squadra nazionale giovanile nel 1941. “Ho giocato a hockey su ghiaccio per dieci anni. Questo mi ha salvato dieci anni di guerra in Russia“, ha sempre ammesso. Poi la passione nel raccontare le gare motoristiche ha preso il sopravvento e per gli appassionati è diventato una voce di cui non poter fare a meno.

La voce di Jochen Luck informava sempre gli spettatori in modo obiettivo, sempre corretto, era sempre molto ben informato sulla tecnologia delle macchine e aveva tutte le informazioni su piloti, marchi e team. Tra il 1949 e il 1987 ha moderato circa 500 eventi, ovvero ben 3000 gare individuali, di cui 36 moto GP e 22 di Formula 1. Sua moglie Hildegard era sempre presente, scriveva tempi e tabelle sul giro, teneva il fascicolo del pilota e dava a suo marito Jochen tutto ciò di cui aveva bisogno. “Dietro ogni uomo di successo c’è una donna forte”, ha sempre detto Luck.

Andato in pensione da tempo, non ha perso occasione con la moglie per farsi vedere in qualche GP, anche lontano dalla Germania, come Misano, Mugello e Le Mans. Il tutto ovviamente guidando la propria auto per migliaia di chilometri. Una carriera celebrata in patria e non solo. Basti pensare che per il suo 75° compleanno, Jochen Luck ha potuto testare sul circuito del Nürburgring un’Aprilia 125 GP (del team di Harald Eckl) di Peter Öttl e Tex Geissler (con il numero 75).