Quartararo, leader in bilico: ecco perché ora il francese deve avere paura

In Spagna Quartararo ha allungato in testa alla classifica. Ma per il campione del mondo sono tanti i dubbi che tutto questo duri a lungo.

Venti punti a Jerez che certificano che in MotoGP, dopo alcune gare, è tornato un padrone. Per ora però. Ed è Fabio Quartararo. Il campione del mondo, quello che non ti aspetti, perché ad inizio stagione era dato in difficoltà con una Yamaha M1 non all’altezza della situazione. E invece il francese, ancora una volta, ci ha messo una pezza e non solo si è preso la testa della classifica ma accenna anche un piccolo tentativo di fuga.

Fabio Quartararo (ANSA)
Fabio Quartararo (ANSA)

E pensare che l’inizio di stagione era stato tutt’altro che promettente. Già da fine 2021 il francese aveva lanciato l’allarme a Yamaha per una moto da condurre sempre al limite e incapace di competere nel dritto con le Ducati ma anche con il resto del gruppo. Poi però i buoni test pre-stagionali, avevano come al solito messo tutto (o quasi) a tacere.

Quartararo, ora sì che arriva il difficile

La M1 è ancora una moto ferma al passato. E il Mondiale conquistato da Quartararo lo scorso anno non ha fatto altro che nascondere i problemi (atavici) sollo il tappeto. La moto di Iwata è da anni in crisi. Ormai da moto migliore del lotto è diventata una delle più difficili. Colpa non solo di un motore non all’altezza ma anche di un posteriore che mangia le gomme in maniera decisamente anomala.

La Yamaha cambia repentinamente da sessione a sessione, senza un chiaro motivo. Segno che i tecnici giapponesi non hanno ancora trovato la quadra. E solo Quartararo è riuscito a trovare la chiave per farla rendere al meglio. Ma neanche con troppa costanza. Infatti anche il francese in questo inizio di 2022 è incappato in weekend da tregenda, come in Qatar ma anche in Argentina e in Texas. Col ritorno in Europa su circuiti “amici”, si è rivisto un Quartararo di nuovo competitivo, ma la domanda chiave è: durerà? O è solo un fuoco di paglia?

I quesiti sono legittimi, perché in realtà la Yamaha è quella di sempre e solo dei tracciati che si addicono alla M1 hanno nascosto di nuovo i suoi limiti. A Le Mans e Mugello potrebbero sì arrivare indicazioni importanti ma non fondamentali per Quartararo, visto che le due piste da sempre si addicono alle caratteristiche della M1. Già da Barcellona il francese potrebbe tornare a soffrire. E con un Pecco Bagnaia così e una Ducati GP22 tornata ad alti livelli prima di quanto visto lo scorso anno, la questione potrebbe complicarsi nel breve tempo di qualche settimana.

E’ proprio questo quello che preoccupa Quartararo: il non riuscire a rispondere tempestivamente agli avversari. Pochi i test quest’anno per migliorare e in quei pochi servirà materiale importante per contenere il gruppo che vuole dargli l’assalto. Lui intanto si dice in condizioni migliori rispetto a un anno fa. Ma la paura che tutto crolli in un istante c’è. E le prossime settimane saranno anche fondamentali per capire se rimarrà o meno in Yamaha. Senza una moto davvero competitiva, il francese potrebbe cedere alle lusinghe della concorrenza. Ora è tutto in mano a Yamaha, ma certo che i segnali che quanto visto finora sia una pura illusione ci sono.