Mercedes ad un bivio: questo Russell può fare fuori Hamilton

Imola è stato forse il punto più basso per Mercedes ed Hamilton. Tra una W13 che non va e un Russell comunque concreto, ecco le sfide che attendono il team.

Chi avrebbe mai detto che quattro mesi dopo essersi giocati all’ultima curva il Mondiale 2021, la Mercedes sarebbe stata risucchiata in mezzo al gruppo? Lei, la scuderia che per otto anni di fila si è portata a casa il titolo costruttori, un record incredibile, ora è piombata in fondo ad un tunnel nerissimo, da cui è difficile vedere l’uscita. Una caduta inaspettata quanto fragorosa, mitigata solo in parte da due podi conquistati in quattro gare. Perché proprio queste hanno sancito la capitolazione di un team che sembrava difficilmente battibile fino al dicembre scorso.

George Russell e Lewis Hamilton (foto Ansa)
George Russell e Lewis Hamilton (foto Ansa)

Nei test era la macchina che più aveva fatto scalpore per le sue forme estreme. E le voce di prestazioni super nel simulatore avevano fatto gridare al nuovo miracolo tedesco. Che invece si è spento subito alla prova della pista.

Mercedes flop, Hamilton col morale a terra

Già in Bahrain era apparso evidente che qualcosa non andava sulla W13. Troppo nervosa la vettura, che non ha mai regalato un feeling giusto a Lewis Hamilton e George Russell. Il terzo e quarto posto dei due maturato nel finale grazie al doppio ko Red Bull ha quantomeno attenuato la delusione nel team anglo-tedesco, che in Arabia Saudita è tornato alla triste realtà, che vuole la monoposto tutt’altro che in corsa per il titolo.

La distanza con Ferrari e Red Bull sembra già incolmabile in una stagione, nonostante le parole di un Toto Wolff che predica calma e continua a sbandierare ai quattro venti il potenziale della Mercedes, che permetterebbe quantomeno di rimettersi in carreggiata per il terzo posto. Dal porpoising al bilanciamento, fino ad arrivare al consumo gomme e alla velocità, tutto sembra non quadrare. E, come ha detto a Imola Hamilton, la luce in fondo al tunnel non si vede proprio.

Le scuse di Wolff al termine della gara italiana al 7 volte campione del mondo fanno capire il livello di frustrazione a cui si è arrivati. Vedere una Mercedes incapace per oltre metà corsa di superare un’Alpha Tauri deve far riflettere. Come deve far riflettere anche l’atteggiamento di Hamilton, che già da inizio stagione non sembra essere quello battagliero di un tempo. Come se la forte delusione del 2021 ne abbia minato le motivazioni, che in un mondo così competitivo come quello della F1 sono fondamentali.

Di contro c’è un George Russell che invece ha fatto della costanza il suo mantra e, zitto zitto, in quattro gare si è messo già davanti e non di poco rispetto al suo capitano. Lui appena può conferma che le gerarchie in Mercedes sono chiaramente in favore del 7 volte campione del mondo. Ma la realtà è un’altra ora. E il timore è che questo malcontento di Hamilton finisca per incidere anche nel rapporto interno al box. Già in Australia qualche avvisaglia si è vista, ma con queste prestazioni il rischio di una escalation interna non è da escludere.

Quello che ci si chiede ora è se e quando la Mercedes farà battere il primo colpo. A Miami? A Barcellona, dove tutti dovrebbero portare step evolutivi? Perché c’è quantomeno da ritornare a ristabilire le gerarchie dietro il duo Ferrari-Red Bull. E c’è già da salvare una stagione che potrebbe diventare disastrosa.