Binotto esclude la Mercedes: sarà sfida tra Ferrari e Red Bull?

Il boss Ferrari Binotto preferisce guardare al prosieguo di stagione con cauto ottimismo, ma sul destino della Mercedes ha le idee chiare.

Con tre gare in archivio, attualmente al vertice di entrambe le classifiche generali, la Ferrari sa di avere un’occasione importante tra le mani. A sorpresa si è affacciata al mondiale 2022 davvero in palla e con uno stato di forma nettamente superiore a quello della concorrenza. Ecco perché già in molti la stanno dando per favorita al mondiale.

Mattia Binotto (Ansa Foto)
Mattia Binotto (Ansa Foto)

Lei, dal canto suo, non nasconde la propria soddisfazione, pur senza lanciarsi in proclami e per quanto riguarda i competitor sembra non avere dubbi.

Mercedes esclusa dalla lotta al titolo per Binotto

Parlando alla vigilia della Sprint Qualifying il team principal Mattia Binotto ha definito quella delle Frecce d’Argento una vera “mission impossible”. Il porpoising da cui è afflitta è troppo importante per poter consentire a Russell ed Hamilton di combattere per i primi posti. Un problema cruciale sotto gli occhi di tutti e che, ovviamente non è sfuggito all’occhio attento dell’ingegnere della Rossa.

E’ dura che possano battagliare per il successo iridato perché se guardiamo alle loro prestazioni hanno più di un deficit“, ha sostenuto a La Gazzetta dello Sport con un pizzico di malizia.” Si riavvicineranno sicuramente,trattandosi di una squadra forte e solida, ma sarà un esercizio complicato“.

Per quanto concerne invece il potenziale vero della F1-75, il dirigente ha rimandato un giudizio definitivo alla Spagna, evento che seguirà l’attesissimo debutto di Miami. “In quell’occasione tutti porteranno degli aggiornamenti. Detto ciò non bisogna aspettarsi stravolgimenti. Soltanto qualche piccolo cambiamento“.

Malgrado la problematica sia meno evidente che sulla W13 anche sulla Rossa il saltellamento è presente. “E’ un limite perché toglie fiducia ai piloti in frenata“, ha sostenuto il 52enne spiegando come non sia comunque l’unica area su cui è necessario intervenire.

In merito invece al portentoso recupero messo in atto durante l’inverno , l’italo-svizzero ha rivelato che anche nelle fasi più dure, in cui i risultati stentavano ad arrivare si è respirata tanta fiducia nel team, o meglio speranza, che sarebbero arrivati tempi migliori, sebbene, come sempre, molto dipenda anche da ciò che sono in grado di fare gli altri.

La coppa  costruttori del 1999 è arrivata dopo 21 anni, adesso siamo a digiuno dal 2007. I cicli sfortunati capitano in questo sport“, ha proclamato con filosofia.

A partire dal 2007 quando abbiamo dato vita ad un’equipe giovane, sapevamo di dover crescere di esperienza. Abbiamo analizzato i nostri limiti e le debolezze. Poi c’è stato il determinante aiuto degli azionisti che hanno investito in pazienza e risorse per darci gli strumenti necessari e il tempo per progredire e provare a mettere in pista una macchina come quella del 2022“, ha concluso sorridendo, lui che più di ogni altro è stato discusso e criticato nei mesi scorsi. Additato come una delle ragioni della debacle di Maranello.