Schumacher, il cugino di Mick è disperato: ecco cosa non va

Il figlio di Ralf Schumacher, David, ha rilasciato delle dichiarazioni preoccupanti in merito al suo futuro. Per lui le cose non si mettono bene.

Intraprendere una carriera nel Motorsport è sempre più difficile. Il talento non basta e occorrono grandi investimenti. In un circus dove è stato normalizzato anche un milionario, si finisce per avere una F1 fatta da figli di miliardari. Un contesto sempre più di élite, a cui non corrispondono necessariamente straordinarie abilità alla guida. Di piloti con la valigia ne abbiamo visti tanti, ma alzi la mano chi considera Nicholas Latifi, Lance Stroll, Zhou Guanyu tra i migliori venti piloti al mondo.

Schumacher Mick David (Ansa Foto)
Schumacher Mick David (Ansa Foto)

La Formula 1 dovrebbe essere il meglio del meglio dell’automobilismo. In tutte le epoche vi sono stati piloti paganti, ma ciò che è accaduto nelle ultime stagioni è paradossale. Il caso Nikita Mazepin ne è un esempio. Il russo portava una banca di soldi e venuto meno il presupposto della sua presenza nel team, è stato appiedato senza troppi pensieri. Ciò accade quando il pilota in realtà è un valigetta piena di soldi, utile solo a tenere in piedi il business della squadra.

In una scala di valori, vi sono piloti che riescono ad essere più o meno competitivi in questa situazione. Vi sono anche ragazzi che alternano valide performance a passaggi a vuoto inquietanti come Lance Stroll. Di sicuro questi figli di papà, senza gli investimenti familiari, non sarebbero durati così a lungo nel circus. Se si possiedono le possibilità economiche di acquisire un team di Formula 1, uno Stroll potrà arrivare anche a superare il record del maggior numero di Gran Premi disputati di Kimi Raikkonen.

La posizione degli Schumacher

Mick Schumacher, grazie agli sponsor, è riuscito ad arrivare ai piani alti. Il figlio del Kaiser è un prodotto dell’Academy della Ferrari. Il tedesco ha vinto nel 2018 la F3 europea e nel 2020 la Formula 2. Si è meritato il grande salto, anche grazie ai risultati ottenuti in pista. Mick non ha ancora conquistato un punto in F1, anche a causa dei limiti del mezzo. Lo scorso anno la Haas era una vettura di una categoria inferiore, mentre nel 2022 ha fatto enormi progressi. Deve ancora dimostrare a sé stesso, alla Haas e alla Ferrari di poter restare, stabilmente, in Formula 1 negli anni a venire.

Chi, invece, non ha avuto la possibilità mettere in mostra il suo valore è David Schumacher. Il figlio di Ralf, ex pilota F1, e cugino di Mick non ha ottenuto un sedile in Formula 2 per il 2022. Le categorie propedeutiche alla Formula 1 sono difficilmente abbordabili per i giovani oggigiorno e il ragazzo è passato alle ruote coperte, gareggiando nel DTM. Il giovane sta attraversando una fase molto complessa della sua vita, avendo dovuto rinunciare al grande sogno di arrivare nella categoria regina del Motorsport.

Suo padre Ralf, fratello minore del grande Michael Schumacher, ha corso in Formula 1 dal 1997 al 2007, conquistando sei gare e ventisette podi. David è cresciuto con l’ambizione di poter calcare un giorno il grande palcoscenico della F1, ma gli aspetti economici lo hanno limitato. Dopo le stagioni in Formula 4 e Formula 3, al costo circa 2,5 milioni di euro, avrebbe dovuto sedersi in un proibitivo abitacolo di un team competitivo in Formula 2. In F3 era anche riuscito, nella seconda gara al Red Bull Ring, a conseguire nel 2021 la sua prima vittoria nella categoria, con una gara dominata davanti a Frederik Vesti e Dennis Hauger.

Nel DTM, invece, si utilizzano vetture GT3. David, facendo parte del programma Mercedes-AMG junior nel 2022, guida una Mercedes-AMG GT3 Evo. Le spese sono molto più basse rispetto alle ruote scoperte. “Le gare di formula non sono più finanziariamente sostenibili, difficilmente si trovano sponsor. Secondo me è diventato praticamente impossibile”.

Basti vedere Oscar Piastri che ha vinto tutto nelle serie minori ed è rimasto pilota di riserva dell’Alpine. “E poi arriva Guanyu Zhou e porta decine di milioni con uno sponsor cinese e ottiene un posto”. La frustrazione è moto grande per il giovane classe 2001, ma farà meglio a concentrarsi sul DTM. “Penso al qui e ora. Non importa cosa verrà dopo”, ha ammesso David Schumacher.