Nieto, quell’aneddoto su Valentino Rossi: sentite che hanno combinato

Il team manager Pablo Nieto parla dell’amicizia con Valentino Rossi e del suo ruolo nella squadra che ha debuttato in MotoGP.

Pablo Nieto è il team manager della nuova squadra Mooney VR46 che ha esordito in classe regina nella stagione 2022. L’ex pilota, figlio di Angel Nieto, ha appeso il casco al chiodo all’età di 28 anni e dopo due anni era già un team manager nel paddock della MotoGP. Ha lavorato con Laglisse, conquistato un titolo iridato in Moto3 con Maverick Vinales e poi la collaborazione con Valentino Rossi, che risale alla metà degli anni Novanta.

Pablo Nieto e Valentino Rossi (LaPresse)
Pablo Nieto e Valentino Rossi (LaPresse)

In una intervista al giornale spagnolo ‘El Mundo’ Pablo Nieto ricorda il suo primo incontro con il campione di Tavullia, quando ancora non era una leggenda del motociclismo. “Abbiamo avuto la fortuna di incontrarci nel 1997, a Jarama, in occasione della presentazione di uno scooter marchiato Aprilia. Quel giorno abbiamo bruciato quattro scooter e da allora andiamo molto d’accordo”. La sua carriera con la squadra di Tavullia è iniziata in ufficio con Vittoriano Guareschi, come team manager del suo team Moto3, ma non c’era massimo feeling: “Vale è venuto a cercarmi, ora collaboriamo da tanto tempo”.

Pablo Nieto a capo del team di Valentino Rossi

Dalla stagione 2022 la VR46 ha preferito concentrare l’attenzione sulla classe regina cedendo il progetto Moto3 ad Avintia e puntando tutto sui palcoscenici che contano. Il supporto di Valentino Rossi è fondamentale e il team owner non fa mancare mai la sua presenza, specialmente in ufficio e negli allenamenti sia al Ranch che su pista. “Valentino Rossi è il capo e siamo fortunati che sia molto interessato alla situazione dei piloti, agli allenamenti, ai meccanici”, ha proseguito Pablo Nieto.

Fino allo scorso anno la presenza del campione di Tavullia in pista era più costante, ora che ha lasciato la MotoGP trascorrono molte ore a telefono. Quando il team ha mosso i primi passi per il progetto MotoGP ha dovuto però fare i conti con un contrattempo non da poco, l’abdicazione dello sponsor Aramco, su cui vige una certa riservatezza. “Creare un team è sempre difficile. Hai bisogno di un grande budget e fortunatamente ora abbiamo sponsor importanti come Mooney, Monster o Bardahl. Siamo molto appassionati e non siamo qui per riempire la griglia”.

Per una squadra che esordisce in classe regina l’obiettivo massimo sarebbe almeno un podio. Luca Marini e Marco Bezzecchi hanno le carte in regola per riuscirci e una moto competitiva su cui contare. Del resto l’obiettivo è anche un altro, seppur conseguente ai risultati: “Alla fine l’importante è essere protagonisti, farsi vedere in tv. Se appari in TV significa che stai lavorando bene”.