F1, il declino dell’armata tedesca: statistica impietosa

Non è un buon momento per il Motorsport tedesco dopo i fasti del passato. Sebastian Vettel sta vivendo un’ultima fase di carriera complicata, mentre Mick fatica a sbocciare in F1.

I campioni tedeschi hanno fatto la storia della categoria regina del Motorsport. Negli ultimi ventidue anni ben dieci mondiali sono stati conquistati da piloti teutonici. Il quinquennio aureo in Ferrari di Michael Schumacher riportò, nei primi anni 2000, sul tetto del mondo la Scuderia modenese, ma dopo pochi anni in Germania celebrarono le vittorie di un altro campione che ha scritto pagine memorabili del libro della F1.

F1 Vettel Schumacher (Ansa Foto)
F1 Vettel Schumacher (Ansa Foto)

Sebastian Vettel, al volante della Red Bull Racing, fu capace di conquistare quattro titoli consecutivi. Il nativo di Heppenheim festeggiò dal 2010 al 2013, tenendo alta la bandiera. Nel 2016, poi, fu il turno di Nico Rosberg, vincitore nel duello di fuoco con il compagno di squadra Lewis Hamilton. Il trionfo di un tedesco su un’auto teutonica fu un punto altissimo, così alto da indurre il figlio d’arte di Keke a ritirarsi da campione del mondo.

A seguito del ritiro di Rosberg, Lewis Hamilton ha avuto la strada spianata, conquistando i successivi quattro titoli mondiali, interrotti dal trionfo nel 2021 dell’olandese Max Verstappen. Il passaggio di Vettel all’Aston Martin ha segnato anche le ambizioni di un intero popolo che sperava che Sebastian potesse ripercorre le orme di Michael Schumacher nel team italiano. In Ferrari il quattro volte campione del mondo non ha mai avuto un’auto dominante come la Mercedes. Le sue migliori stagioni a Maranello le ha disputate nel 2017 e nel 2018, pur non arrivando mai a contendere il titolo fino all’ultimo Gran Premio a Lewis Hamilton.

La crisi dei piloti tedeschi in F1

Sebastian Vettel nel 2020 ha toccato il punto più basso in Ferrari con soli 33 punti conquistati su una SF1000 da incubo. Il terzo posto in Turchia fu l’unico risultato degno di nota. Al pilota di Heppenheim è andata leggermente meglio nel 2021, al volante dell’Aston Martin, avendo collezionato 43 punti e conquistando il secondo posto nel caotico Gran Premio d’Azerbaigian. L’Aston Martin ha rappresentato una forte delusione nella passata stagione, ma le cose sono addirittura peggiorate nel 2022.

Il quattro volte campione del mondo sognava di lottare per podi e vittorie, ma l’AMR22 è la peggiore monoposto del lotto. La verdona ha tradito le aspettative del tedesco, afflitta da svariati problemi che limitano il suo potenziale. In classifica costruttori l’Aston Martin è ferma ancora a quota zero punti, fanalino di coda. Né Lance Stroll, né Sebastian Vettel, né il pilota di riserva Nico Hulkenberg, rimanendo sul tema Germania, sono riusciti a marcare punti. Gli incidenti di Seb al debutto in Australia, dopo la positività al Covid-19, destano non poche preoccupazioni.

Non se la passa meglio Mick Schumacher, ancora fermo a zero punti in classifica. Il figlio del Kaiser, diversamente da Seb, sta peccando di inesperienza perché la wing car della Haas è una vettura in grado di giocarsela per la zona punti. Kevin Magnussen, nuovo compagno di squadra di MS, ha già raccolto 12 punti, esordendo con un brillante quinto posto in Bahrain. Mick non è sembrato perfettamente a suo agio sulla VF-22, commettendo degli errori evitabili.

Il figlio del Kaiser non ha ancora marcato punti da quando ha esordito in F1. Se lo scorso anno il giovane era impossibilitato dai limiti di un vettura pessima e non sviluppata, ora ha a disposizione una Haas di alto profilo. Il tedesco sognava di correre su un’auto in grado di lottare, stabilmente, per la zona punti, ed è stato accontentato. Il team americano ha investito anni per trovare delle nuove soluzioni tecniche per le monoposto 2022. Grazie al motore Ferrari Superfast Mick può e deve togliersi delle belle soddisfazioni, se vuole essere notato dai dirigenti Ferrari. Il prodotto della FDA potrebbe scrivere una storia da brividi a Maranello, ma il futuro del pilota tedesco dipenderà dalla sua crescita. La Germania ci spera, sognando una nuova epopea Ferrari.