Bastianini ha un sogno nel cassetto: nessuno c’è mai riuscito in MotoGP

Il pilota del team Gresini, Enea Bastianini, ha un obiettivo prestigioso nella testa. La vittoria di Austin ha confermato il talento cristallino del riminese.

Il trionfo inaugurale del Qatar avrebbe anche potuto rappresentare un episodio, ma Enea Bastianini si è confermato al vertice anche sul tortuoso tracciato di Austin. L’italiano ha dimostrato di avere tutte le qualità per fare la differenza nella classe regina. Ha un enorme talento, messo in mostra anche lo scorso anno, al debutto in MotoGP, e dispone di una Ducati GP21 che fa ancora paura.

Enea Bastianini (LaPresse)
Enea Bastianini (LaPresse)

La Desmosedici dello scorso anno, nelle mani di Bastianini, sembra ancora la miglior moto del lotto. Le innovazioni portate dalla squadra corse ufficiale, fin qua, non hanno dato gli esiti sperati. Sulla GP22 non sono riusciti a vincere Pecco Bagnaia e Jack Miller, e nemmeno i talentuosi Martin e Zarco del team Pramac. Il Bestia ha superato entrambe le Ducati Factory nel GP degli Stati Uniti e appare il ducatista più a suo agio in termini di guida.

Il romagnolo, grazie al secondo successo stagionale, è tornato in testa al mondiale con cinque punti di vantaggio su Alex Rins, secondo al traguardo ad Austin. Terzo, invece, è giunto Jack Miller. Enea, nel finale di gara, è stato il più veloce, risultando irraggiungibile per la concorrenza. Bastianini è capace di preservare le gomme, per poi sfoderare un passo indiavolato nelle battute conclusive delle corse. Il team Gresini, per ora, può godersi un talento sopraffino.

Dove può arrivare Enea Bastianini?

Il centauro riminese ha ottenuto appena il quarto podio personale in MotoGP. Nella passata stagione ha conquistato due terzi posti a Misano. In pochi mesi è cambiato tutto, ora immaginarlo in lotta per la corona iridata non è più utopia. Il pilota è maturato in tempi record e se riuscisse a trovare la giusta continuità, anche nelle domeniche storte, potrebbe arrivare a giocarsi il titolo mondiale nella fase conclusiva della stagione.

Il campionato è ancora lunghissimo, trattandosi del più lungo di sempre, e può succedere di tutto. La stagione è imprevedibile e, sotto un certo punto di vista, ricorda quella del 2020. Joan Mir, pilota della Suzuki, conquistò il mondiale con solo una vittoria. A fare la differenza, quindi, sarà la costanza del riminese. Dopo il successo in Qatar sono arrivati due risultati molto deludenti. A Mandalika il ducatista ha chiuso all’undicesimo posto, mentre in Argentina in decima posizione.

La classifica per questo motivo è rimasta molto corta e questo potrebbe riportare in auge Marc Marquez e Pecco Bagnaia, sin qui in gravi difficoltà. Le parole nel post gara a Sky testimoniano la mentalità del giovane. Bastianini ha preparato alla perfezione la gara del Cota, soffrendo inizialmente, ma uscendo alla distanza con un bel ritmo. Sul titolo mondiale il riminese non si è voluto sbilanciare, cercando di trarre il massimo weekend dopo weekend.

Il suo punto di forza è l’ingresso in curva e questo lo sta aiutando molto. Storicamente nessun pilota di un team satellite è riuscito a vincere il titolo mondiale. Ci andò molto vicino Franco Morbidelli, nel 2020, in sella alla Yamaha del team Petronas, ma alla fine la spuntò Mir. L’inizio del Bestia ha riportato alla mente lo start del 2015 di Valentino Rossi e in quell’occasione il Dottore lottò fino all’ultimo Gran Premio per la corona iridata. I tanti piloti diversi sul podio, in questo inizio di stagione, certificano che l’equilibrio è massimo. Nella totale incertezze l’italiano potrebbe anche riuscire a fare ciò che non è mai stato fatto da nessun centauro di un team satellite, sfatando anche un tabù italiano che va avanti da troppi anni.