Incidente Marquez, il capotecnico fa una rivelazione: ecco cosa farà Honda

Santi Hernandez, capotecnico di Marc Marquez, parla dell’incidente avvenuto nel warm-up del Gran Premio di Indonesia.

Nel week-end a Termas de Rio Hondo nel box di Marc Marquez era presente tutto il suo staff tecnico, compreso il capotecnico Santi Hernandez, ma in sella alla Honda RC-V c’era il collaudatore Stefan Bradl. Il pluricampione di Cervera è rimasto a casa per seguire la terapia conservativa dopo il nuovo caso di diplopia e il suo ritorno in pista resta ancora incerto, in attesa del prossimo comunicato HRC.

Marc Marquez (foto Ansa)
Marc Marquez (foto Ansa)

Il week-end in Argentina si è chiuso con Pol Espargarò a terra prima del traguardo e Stefan Bradl penultimo, dietro di lui solo Andrea Dovizioso che è dovuto rientrare ai box per un problema all’abbassatore anteriore. Al fianco del tedesco la squadra di Marc Marquez, ormai per certi versi abituata alla collaborazione con il tester per l’intera stagione 2020 e diverse gare del 2021. E adesso è ritornato, segno che il momento negativo dell’otto volte iridato non è ancora chiuso in modo definitivo.

Marc Marquez e i motivi dell’incidente

Inutile negare che Marc Marquez sia il faro all’interno del box Honda e la sua assenza pesa. “Non ce lo aspettavamo”, ha ammesso Santi Hernandez ad ‘AS’. “Dopo gli ultimi due anni in cui andava e veniva quest’anno eravamo felici di iniziare il campionato in condizioni normali, ma questa è stata una doccia fredda. Ora desideriamo che Marc torni il prima possibile”, anche se il suo rientro è nelle mani dei medici. E trattandosi di un disturbo visivo è impossibile azzardare i tempi di recupero.

Intanto ci si interroga sulle cause che hanno portato a quello “strano” incidente nel warm up di Mandalika. Non è una caduta che solitamente vediamo. “Ci sono molte cose che abbiamo visto, ma nulla di insolito a livello tecnico. Abbiamo fatto un calcolo delle cose che sono successe e l’importante è capire all’interno del team cosa è successo. Quando ritorna Marc glielo spiegheremo e ne parleremo con lui, sarà lui a darci delle spiegazioni perché è lui che guidava la moto”.

La nuova carcassa Michelin portata appositamente per il GP di Mandalika può essere una delle cause, ma non si può attribuire l’incidente solo a questo fattore. E ai box preferiscono tenere le bocche cucite. Ma l’ingegnere spagnolo ammette come sia difficile “vedere queste cadute in MotoGP oggi con tutti i controlli che abbiamo. Dobbiamo comprendere il motivo per cui queste cose accadono e se possono essere evitate”. La carcassa più dura “ha condizionato. Sappiamo che nel test di Mandalika non avevamo nessun problema. Nel weekend di gara invece abbiamo sofferto… Non posso dire altro su questo non è mio compito. Sta agli altri parlare. Mi limito a fare il mio lavoro, a capire i motivi delle cose e a cercare di evitare che si ripetano”.