Ferrari, c’è un dato che preoccupa a Maranello: la Red Bull può sorridere

La Ferrari si è dimostrata molto competitiva, ma rispetto alla Red Bull c’è ancora qualcosa da sistemare. Ecco di che cosa si tratta.

Le prime due gare del mondiale di F1 targato 2022 hanno già fornito la risposta che tutti i tifosi si attendevano: la Ferrari è ufficialmente tornata a lottare per la vittoria, e questa è la notizia più importante che viene dal Bahrain e dall’Arabia Saudita. Charles Leclerc e Carlos Sainz hanno piazzato una trionfale doppietta a Sakhir, per poi chiudere al secondo ed al terzo posto a Jeddah, alle spalle della Red Bull di Max Verstappen.

Ferrari e Red Bull (LaPresse)
Ferrari e Red Bull (LaPresse)

Per il Cavallino, si tratta di un risultato eccellente, considerando che due Rosse sul podio in due gare consecutive non si vedevano dall’estate del 2018, in Austria ed in Gran Bretagna. All’epoca, Kimi Raikkonen chiuse secondo davanti a Sebastian Vettel a Spielberg (anche in quel caso dietro a Verstappen), con il tedesco che poi vinse a Silverstone davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton ed all’altra Rossa del compagno di squadra.

Il 2018 fu l’ultimo anno in cui la Scuderia modenese riuscì a giocarsi il titolo mondiale, almeno per buona parte della stagione. Da quel momento in poi, la Ferrari è entrata in una crisi di risultati con ben pochi precedenti, ma la serie negativa è stata interrotta in questo splendido mese di marzo, che fa sognare per il prosieguo della stagione.

Ferrari, manca ancora la velocità di punta

L’unica nota negativa, in queste prime due tappe del mondiale, è relativa alla velocità di punta per quanto riguarda la Ferrari. Sia in Bahrain che in Arabia Saudita infatti, la Red Bull si è dimostrata superiore, ed è stato questo il fattore che ha consentito a Max Verstappen di spuntarla su Charles Leclerc a Jeddah per appena mezzo secondo.

Questa inferiorità in termini di top speed si spiega per diversi motivi: stando alle indiscrezioni, la power unit di Maranello non è stata ancora spinta al massimo per delle piccole problematiche riscontrate al banco in termini di affidabilità sulle mappature più spinte, ma presto il tutto verrà sistemato.

A questo si aggiunge una Red Bull più efficiente dal punto di vista aerodinamico, caratteristica che permette alla RB18 di risultare più rapida negli allunghi. La Ferrari genera più drag, il che è invece un vantaggio nelle curve, dove infatti la monoposto Rossa è risultata nettamente la più competitiva in entrambe le prime due gare.

Un’altra motivazione sta nelle scelte delle singole squadre. In Arabia Saudita, la Red Bull è andata in pista con una configurazione più scarica di ala posteriore, decisione che alla fine ha pagato consentendo a Verstappen di spiccare sui rettilinei. In gara, la differenza si è vista tutta, considerando che il campione del mondo ha toccato i 334,6 km/h, contro i 320,6 di Leclerc. Ben 14 km/h di differenza. Nelle prossime tappe sarà importante cercare di diminuire il gap, per permettere ai piloti di gestire al meglio i duelli ravvicinati.