MotoGP, arriva l’incoronazione per Marc Marquez: Valentino Rossi gelato

Il pilota della Honda, Marc Marquez, ha stabilito record sensazionali della classe regina. Il confronto con Valentino Rossi è una questione sempre aperta.

Marc Marquez ha cominciato l’annata con un quinto posto nel GP del Qatar. La rivoluzione epocale del team giapponese deve essere ancora metabolizzata con novità tecniche ancora tutte da scoprire. La stagione 2022 sarà lunghissima, la più lunga della storia della MotoGP. La nuova Honda è pensata anche per essere “guidabile” anche dagli altri centauri della casa nipponica, data l’esperienza negativa degli ultimi due anni.

Marc Marquez (Ansa Foto)
Marc Marquez (Ansa Foto)

Marc Marquez ha avuto una serie di guai fisici che hanno condizionato la sua ascesa e quella del marchio di Tokyo. Il pilota ha subito due problemi importanti nelle ultime due stagioni. Nel 2020 a Jerez de la Frontera, il nativo di Cervera si procurò un grave infortunio alla spalla destra. Il campione saltò tutta la stagione, tornando al terzo appuntamento dell’annata successiva. L’omero operato non ha creato più fastidi all’otto volte campione del mondo che è tornato a battersi nel 2021 per posizioni nobili.

Nella scorsa stagione l’otto volte campione del mondo ha vinto tre gare. In Germania, Stati Uniti e successivamente a Misano, una pista di destra. Lo spagnolo sembrava sulla via della completa guarigione, dopo delicate operazioni all’omero e un lungo periodo di riabilitazione. Dopo il successo italiano, il pilota si è allenato sullo sterrato con la moto da cross e si è procurato un’altra caduta. I vertici della Honda, inizialmente, avevano divulgato un comunicato nel quale si parlava di commozione celebrale. L’assenza in pista, nel finale di stagione, di Marc aveva fatto rumore e tanti piloti hanno pensato che il catalano accusasse qualche grave problema di salute.

Marc Marquez, parole al miele

Dopo la caduta sulla moto da cross, fu lo stesso Marquez a sciogliere, successivamente, ogni dubbio con un messaggio sui social nel quale descriveva la problematica attuale alla vista. Il pilota era tornato a soffrire di diplopia, più comunemente riconosciuta come visione doppia. Per un centauro una vista perfetta è essenziale. Nel 2011 fu operato allo stesso occhio destro a seguito della caduta avvenuta nel Gran Premio della Malesia ai temi della Moto2. Il riacutizzarsi ha fatto risprofondare il Cabroncito in un incubo.

L’inverno è stato molto lungo e impegnativo. Riposi forzati, occhiali da sole protettivi e tante visite mediche per sperare di tornare in sella alla Honda per i test prestagionali. Nelle ultime due annate, a fasi alterne, la Honda non ha perso, semplicemente, il suo alfiere, ma anche l’unico in grado di indirizzare lo sviluppo della moto in vista della prossima stagione. La Honda è scivolata velocemente nella parte basse della classifica costruttori, non trovando un degno sostituto.

In questa stagione Pol Espargarò ha dimostrato di avere numeri importanti, ma un pilota come Marc Marquez è insostituibile. Di campioni come lui ne nascono uno ogni decennio. Nel corso della sua carriera ha vinto 59 volte nella classe regina, conquistando un totale di 99 podi in 143 gare in MotoGP. Un campione che ha cambiato il modo di guidare le moderne MotoGP, come del resto ha fatto anni prima Valentino Rossi con l’arrivo in classe 500, mandando in estasi i fan.

Il commentatore Steve Day, nel documentario MotoGP Unlimited in onda su Amazon Prima, ha dichiarato: “Prima dell’infortunio Marc guidava a un livello che non credo abbiamo mai visto in nessun altro nella storia di questo sport. Tutto è cambiato nelle circostanze più sfortunate. Nel 2021 vediamo un ragazzo completamente diverso“. Lo spagnolo è stato definito l’uomo principale del mondo delle due ruote, superiore quindi anche ad un certo Valentino Rossi. Entrambi hanno scritto pagine indelebile della storia della classe regina.

Sarebbe stato entusiasmante assistere una sfida ad armi pari tra i due centauri nel loro momento migliore. Il top Marc Marquez lo ha toccato quando oramai il Dottore era già nella sua fase calante. Naturalmente al pesarese non andrà mai giù la posizione del pilota della Honda che ha fatto da arbitro di una sfida in cui non avrebbe mai dovuto entrare. Il campionato in questione è il 2015, quando Valentino Rossi perse l’occasione di vincere il suo decimo titolo mondiale, per soli cinque punti. Jorge Lorenzo vinse il suo quinto titolo iridato, con il “sostegno” neanche troppo velato del catalano della Honda.