MotoGP, Andrea Dovizioso lancia un SOS: “Ci sono motivi precisi”

Andrea Dovizioso lancia un campanello d’allarme dopo la prima gara in Qatar. Già in Indonesia servirà un’inversione di rotta.

La prima gara stagionale si è rivelata un quasi disastro per Andrea Dovizioso e il team Yamaha RNF di Razlan Razali. 14° posto finale e 27 secondi di distacco dal vincitore Enea Bastianini, un abisso se si considera che l’ex pilota Ducati è abituato a scenari migliori. Il salto sulla moto di Iwata si sta rivelando più difficile del previsto, otto anni alla guida di una Ducati Desmosedici GP non si dimenticano facilmente e con questi anche un certo stile che ora dovrà essere modificato. E in tempi rapidi.

Andrea Dovizioso (foto Ansa)
Andrea Dovizioso (foto Ansa)

27 secondi di ritardo da Bastianini significa che Andrea Dovizioso ha girato in media un secondo più lento a giro rispetto ai migliori. La YZR-M1 ha lamentato problemi di pressione alla gomma anteriore, aumentata correndo in scia alle altre moto, oltre al gap di potenza massima da sempre sottolineato dal campione francese Fabio Quartararo. Non serve rimuginare sui problemi ma pensare al prossimo Gran Premio che andrà in scena a Madalika, teatro dei test invernali, dove i piloti faranno i conti con nuove mescole e un nuovo asfalto, visto che il governo indonesiano ha apportato lavori importanti di manutenzione su un tratto di 1,6 km.

Dovizioso alla ricerca del riscatto in MotoGP

Andrea Dovizioso non ha altro obiettivo che puntare a migliorare la prima prestazione di Losail: “Dobbiamo farlo, migliorare è un obbligo, 27 secondi sono davvero tanti. Non va bene, siamo lontani. Non voglio dire troppe cose, perché dovresti spiegare perché certe situazioni accadono, ci sono sempre dei motivi perché le cose non funzionano così bene… Ma ora non è il momento di entrare troppo nei dettagli”.

Il pilota sembra nella situazione di non poter parlare in questo momento per non sollevare polveroni ed evitare di aumentare la pressione ai box. L’imperativo per adesso è solo migliorare la propria prestazione, concentrando l’attenzione sulle aree tecniche dove è possibile intervenire e, soprattutto, ottimizzare il proprio stile di guida. “Dobbiamo assolutamente fare dei passi avanti perché eravamo davvero lontani, bisogna anche migliorare in termini di consumo delle gomme. In Indonesia avremo mescole differenti, dove tutti partiranno quasi da zero”, spiega a Speedweek.com.

La nota positiva è forse non avere la pressione di chi deve vincere ad ogni costo, come accadeva in sella alla Ducati. Ma non è una situazione che piace ad un tre volte vice-campione. “Non mi piace il fatto di non essere competitivo come vorrei e di non avere la situazione sotto controllo”.