Yamaha, Dovizioso spiega la differenza con Quartararo: “È pazzo”

Dovizioso spiega come Quartararo riesca a fare la differenza sulla Yamaha M1.

Finalmente Andrea Dovizioso ha potuto guidare la Yamaha M1 Factory, dopo un 2021 passato a guidare un modello di due anni prima. Nei test in Malesia e Indonesia si è impegnato al massimo per adattarsi e tirarne fuori il potenziale, però ha ancora tanto lavoro da fare.

Andrea Dovizioso (GettyImages)
Andrea Dovizioso (GettyImages)

Probabilmente sperava di essere in una situazione migliore prima dell’inizio del campionato. Assieme al team deve cercare delle soluzioni per essere maggiormente competitivo. Fabio Quartararo è certamente un punto di riferimento per come guida la moto, però copiarlo non è facile.

Dovi ha un altro stile di guida e viene da un’esperienza su un prototipo (la Ducati) con caratteristiche opposte rispetto a quelle della Yamaha. Deve adattarsi e al tempo stesso la squadra WithU RNF deve rendergli la moto più facile da guidare facendo alcuni interventi mirati.

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Dovizioso ha lasciato comunque l’Indonesia, sede dell’ultimo test, con fiducia per il futuro perché crede di poter fare dei passi avanti concreti: “Sul giro secco mi sono sentito più a mio agio e sono riuscito a fare meglio. Sul passo gara non sono molto soddisfatto. In Qatar dovrò continuare ad adattarmi alla moto. In generale ancora non basta, me nei tre giorni sono migliorato e sono contento di questo”.

Non basta, dice il pilota forlivese, che spiega come Quartararo riesca ad essere particolarmente efficace in sella alla Yamaha M1: “Ci sono punti in cui vado meglio di Fabio, ma perdo troppo in altri. Lui fa la differenza nei cambi di direzione, è matto. È molto reattivo, accelera prima del cambio e prepara meglio la moto per l’uscita di curva. Ha posizione e tecnica molto redditizie”.

Dovizioso ha abbastanza chiara la situazione. Sa in cosa deve migliorare. Certamente molto passa da un suo maggiore adattamento alla moto, non ci sono dubbi. Poi tocca anche al team WithU RNF venire un po’ incontro alle richieste del pilota, che può cambiare un po’ il suo stile di guida ma non stravolgerlo completamente.

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Oggi è difficile dire dove l’ex Ducati possa arrivare alla prima gara in Qatar, però non è da escludere che possa faticare a stare in top 10. I test hanno detto che ci sono tanti piloti vicini in termini di tempi e lui non sembra ancora a posto per l’appuntamento a Losail.

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