Dovizioso a gamba tesa sulla Safety Commission: “E’ una barzelletta”

Soddisfatto delle sensazioni in sella alla sua Yamaha nel secondo giorno di test a Mandalika, Dovizioso critica la Safety Commission.

Andrea Dovizioso ha chiuso la seconda giornata di test sul tracciato di Mandalika in 19esima piazza, contento dei progressi fatti rispetto a venerdì quando, come i colleghi, è stato disturbato dal fango e dallo sporco presenti sull’asfalto. Dunque, il forlivese, promuove la sua Yamaha malgrado il riscontro cronometrico non sia arrivato.

Andrea Dovizioso (Getty Images)
Andrea Dovizioso (Getty Images)

Vittima al mattino di una caduta, fortunatamente senza conseguenze, si è concentrato sul proprio stile di guida e l’assetto per tentare di tirare fuori il massimo dalla sua M1.

Non ho cercato il giro veloce perché avevamo delle cose da provare“, ha analizzato al termine. “Siamo tutti molto vicini e il gap è davvero risicato. Nel pomeriggio ho fatto dei passi avanti ed è stato molto importante. E’ bello quando si migliora“.

Se il ritmo acquisito man mano ha dato il morale al #4, non lo stesso si può dire per ciò che accade ai piani alti della MotoGP.

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Dovizioso, la polemica con la Safety Commission

All’arrivo in Indonesia i piloti hanno trovato una pista piena di sassi e fango, una situazione inattesa che ha costretto il gruppo a diverse soste per permettere ai commissari di rimediare quanto possibile.

Critico con le condizioni del fondo, Dovi non è stato più leggero quando ha dovuto commentare le riunioni tra colleghi nel contesto della Commissione Sicurezza.

Arrivano tutti devastati e arrabbiati, poi vai a guardare la classifica e ti chiedi: ‘Ma che problemi avete? Siete tutti velocissimi!“, il suo sfogo. Rispetto al passato, quindi, nessuno pare accettare di buon grado di trovarsi indietro in griglia. Uno stato di cose assurdo per l’emiliano. “Non sarà positivo partire attardati, tuttavia se non si ha poi il ritmo per rimanere davanti, non si va da nessuna parte“.

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Ironizzando sul caos che si crea nei meeting, il 35enne ha comunque sottolineato la crucialità di un organo di questo tipo. “E’ stata una bella idea in quanto ci consente di farci ascoltare, però negli ultimi anni è cambiata molto. Adesso è aperta a tutti. Prova a immaginare 22 piloti in una stanza,cosa può venire fuori!“, la stoccata finale.