Dalla Red Bull che bordate su Bottas: “E’ un perdente”

Bottas nel centro del mirino Red Bull. Il talent scout Marko non lo risparmia per gli scarsi risultati ottenuti nelle stagioni in Mercedes.

Mentre lui si alterna tra la Finlandia e l’Australia della sua fidanzata Tiffany Cromwell Valtteri Bottas è protagonista delle conversazioni del paddock. I suoi anni trascorsi in Mercedes, precisamente dal 2017 al 2021, non hanno entusiasmato, in quanto malgrado avesse tra le mani l’auto più potente del lotto non è mai stato in grado di stupire. Di firmare una prestazione davvero degna di nota.

Valtteri Bottas (Getty Images)
Valtteri Bottas (Getty Images)

E in effetti è anche per questo motivo che Toto Wolff ha deciso di non rinnovargli il contratto, preferendo puntare su un giovane affamato e di talento come George Russell.

Il destino del biondo di Nastola ora sarà in Alfa Romeo, in un contesto più congeniale e con minori pretese. Dove la vittoria, i podi o la top 5, si potranno verificare soltanto in caso di cataclismi.

F1, Valtteri Bottas punge Lewis Hamilton: quel dettaglio dopo il titolo perso

La stroncatura del talent scout Red Bull nei confronti di Bottas

Sul #77 si è detto davvero di tutto e l’immancabile Helmut Marko non poteva esimersi da un parere tagliente sull’andamento del finnico, che, in teoria, avrebbe dovuto vincere ben più di 10 GP con la Stella, e che invece si è fatto “mangiare” dall’ansia del confronto con lo scomodo compagno di box Hamilton.

Elogiate le abilità dei suoi piloti, Verstappen in qualifica e  Perez per regolarità e gioco di squadra, parlando ad Autorevue il manager austriaco ha affondato il valore dell’ex vicino di garage di Ham.

Bottas, confessione su Rosberg: “Adesso lo capisco”

In alcune corse Sergio si è dimostrato dello stesso livello di Max. Lui non è come Bottas. La differenza cardine sta nel fatto che il finlandese è un perdente. Anche se è rapido non sa sorpassare“, ha concluso ricordando come ad Abu Dhabi, ad esempio, il lavoro fatto da Checo per rallentare l’asso di Stevenage sia servito all’olandese per vincere il gran premio e conseguentemente il mondiale. Un’operazione d’astuzia strategica quella messa in opera dal messicano per il bene del suo gruppo, mai vista da parte del 32enne. Ma forse sono solo approcci diversi alla professione