Valentino Rossi vuota il sacco sui guai col Fisco: ecco cosa accadde

Valentino Rossi ricorda uno dei momenti più difficili della sua vita, i problemi con il Fisco italiano e il ritorno da Londra a Tavullia.

Valentino Rossi (LaPresse)
Valentino Rossi (LaPresse)

Valentino Rossi ha trascorso ben 26 stagioni nel paddock del Motomondiale, vinto nove titoli mondiali, conquistato 235 podi di cui 199 in classe regina. Ha fatto la storia di questo sport ed oggi à una star di livello mondiale, ma ha dovuto affrontare anche momenti difficili nel corso della sua carriera. Dopo Valencia la Dorna non ha perso tempo a nominarlo “MotoGP Legend” senza perdere un solo giorno. Ma il campione di Tavullia ha dovuto sostenere anche momenti difficili prima di arrivare a ciò che è oggi.

In molti ricorderanno le sue vicende legate al Fisco, nel periodo che va dal 2006 al 2007, quando l‘Agenzia delle Entrate lo accusò di evasione fiscale per una cifra di oltre 60 milioni. Una vicenda da cui il pilota era rimasto estraneo fino allo scoppio dello scandalo, perché accerchiato da collaboratori di non grande fiducia e su cui aveva creduto fino a quel giorno. L’evasione risaliva all’anno 2000, quando il Dottore si trasferì a Londra per motivi fiscali, un po’ come avviene oggi per i tanti piloti che prendono residenza in Andorra.

Valentino Rossi e i conti con il Fisco

Per Valentino Rossi il ritorno in Italia fu complicato, la stampa lo travolse con notizie non vere e alla fine ha dovuto saldare il conto pagando un salasso di 35 milioni di euro per regolarizzarsi con il Fisco e poter tornare nella sua terra. In una recente intervista rilasciata al giornalista americano Graham Bensinger, l’ex pilota della MotoGP ha ricordato le difficoltà di quel periodo: “La stampa mi faceva molta pressione. Mi sono trovato in una brutta situazione, avevo commesso degli errori”, ha riconosciuto il nove volte iridato. Il suo ex manager gestiva tutta l’organizzazione fiscale, era stato lui a consigliargli di trasferirsi a Londra per ridurre le tasse, creando una rete di aziende che poi Valentino ha dovuto smantellare. “Ero consapevole che questo poteva succedere, ecco perché ho fatto di tutto per cercare di risolvere, perché volevo tornare in Italia. Vivevo a Londra, che è un posto fantastico, ma non mi sentivo bene lì, non era casa mia”.

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Al momento di ritornare nel Bel Paese ha capito che era incastrato nelle maglie della legge, ma voleva riabbracciare la sua Tavullia ad ogni costo. “Un giorno sono arrivato a casa mia e avevo molti giornalisti lì con le telecamere ed io dicevo “non so niente e chiedevo cosa stesse accadendo… Ma quello che mi ha fatto soffrire di più era la stampa, mi ha distrutto con qualcosa che non era neanche vero, non erano 163 milioni di dollari, non ho mai avuto quella somma di denaro (ride). Dopodiché, passo dopo passo, l’abbiamo risolto”. A quel punto Valentino Rossi ha smantellato la rete di collaboratori che aveva intorno accerchiandosi di persone più fidate: “Dopo aver trascorso un periodo così difficile ne esci più forte”.