F1, quanto spendono i team per l’iscrizione al mondiale? Costi da capogiro

Il circus della F1 è un ambiente caro da sempre per sua natura, ma i costi d’iscrizione vi faranno impallidire. Ecco i prezzi che investono i team.

F1 (GettyImages)
F1 (GettyImages)

Il mondo della F1 è per pochi e sarà sempre più esclusivo nei prossimi anni. Tutto quello che ruota intorno al circus presenta dei costi clamorosi, dal ticket per un GP al merchandising. Se per un tifoso assistere ad una gara e indossare i gadget preferiti del driver del cuore rappresentano un costo sostenuto, le spese delle squadre per partecipare allo show sono, decisamente, proibitive. Nel corso degli anni tanti team hanno rinunciato ad entrare nella categoria regina del Motorsport per evitare di muovere capitali enormi.

L’era ibrida della F1 ha reso anche molto complesso per una squadra new entry poter pensare di competere ai massimi livelli. Occorrono partnership rilevanti e sponsor importanti, anche solo per pensare di approcciarsi alla massima categoria. Basti pensare al team Haas, dell’imprenditore statunitense Gene Haas, che nel 2021 ha chiuso in classifica piloti con zero punti. La squadra americana è l’ultima, in ordine di tempo, ad aver avuto il coraggio di lanciarsi in F1. Nonostante il legame con la Ferrari e l’esperienza del boss, fondatore di Haas Automation, il team è diventato il fanalino di coda.

Un altro esempio lampante dell’attuale situazione del circus è legata al motorista Honda, uno dei nomi più importanti al mondo. Solo dopo anni fallimentari il marchio giapponese è tornato ad essere con la Red Bull Racing al livello dei rivali della Mercedes. Dopo tantissimi investimenti e il titolo conquistato nel 2021 da Max Verstappen, i tecnici di Tokyo hanno deciso di abbandonare la categoria regina del Motorsport, dopo aver sfiorato il titolo mondiale costruttori nel 2021.

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F1, i costi dell’iscrizione al mondiale

Per arginare le spese, i team hanno firmato, con voto unanime, un patto che ha determinato un limite di 145 milioni di dollari per il 2021, con un calo progressivo del tetto di spesa che porterà il budget disponibile per le squadre a 140 milioni nel 2022 e 135 nel triennio 2023-2025. Le Power Unit ibride hanno determinato un grande esborso di danaro. I team cambiano meno motori rispetto al passato, ma in pochi sospettano la quantità di tecnologia e danaro utilizzato per arrivare ai livelli di affidabilità odierni.

Per tutti questi motivi dal 2010 in avanti solo il team Haas ha fatto, con scarsi risultati, la scelta di entrare nel prestigioso quanto caro mondo della F1. In passato tanti marchi hanno mollato, tra cui BMW, Jaguar, Toyota e tante altre squadre che militavano nel circus. La concorrenza è spietata e la mancanza di test rende quasi impossibile per i team ridurre il gap dalle squadre di vertice. Per questo motivo in F1 hanno deciso di puntare ad un nuovo regolamento tecnico. Nel 2022 torneranno le auto ad effetto suolo, avranno nuove ruote da 18 pollici e dovrebbero rimescolare i valori in campo.

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La seguente è una classifica delle quote d’ingresso per il mondiale 2021. Si è trattata di una annata da ricordare con tanti colpi di scena. Il campionato è stato deciso, all’ultimo giro di Abu Dhabi, tra i top driver dei primi due team classificati. Le quote seguenti variano in base alle posizione del campionato 2020, si parte dai campioni della Mercedes.

1 – Mercedes: 3 milioni e mezzo di euro
2 – Red Bull Racing: 2 milioni di euro
3 – McLaren: 1 milione e 400 mila euro
4 – Aston Martin: 1 milione e 300 mila euro
5 – Renault: 1 milione e 200 mila euro
6 – Ferrari: 1 milione di euro
7 – AlphaTauri: 966 mila euro
8 – Alfa Romeo Racing: 504 mila euro
9 – Haas: 480 mila euro;
10 – Williams: 466 mila euro