Verstappen all’ultimo respiro, Hamilton comunque da applausi: analisi gara

Un Mondiale pazzesco deciso da un ultimo giro senza fiato. Verstappen campione, ma ha meritato anche Hamilton per quanto fatto

Verstappen taglia il traguardo ad Abu Dhabi (foto di Kamran Jebreili - Pool/Getty Images)
Verstappen taglia il traguardo ad Abu Dhabi (foto di Kamran Jebreili – Pool/Getty Images)

Una corsa incredibile, l’epilogo di un Mondiale racchiuso in un solo giro. Ad Abu Dhabi uno dei gran premi più intensi degli ultimi decenni. E a uscirne vincitore è stato Max Verstappen. Ma, concedetecelo, anche Lewis Hamilton.

Finale incredibile, Verstappen campione

La Red Bull aveva pensato a un gran premio preciso, ma al via c’ha pensato Hamilton a rovinare i piani. Una partenza fulminante, un ritmo insostenibile per Verstappen, sorpreso dalla foga del rivale e incapace di sfruttare la mescola di vantaggio. Anzi, per l’olandese, dietro all’inglese, è stato quasi un calvario.

Il 7 volte campione del mondo ha controllato d’autorità, rendendo praticamente vana la rincorsa dell’avversario, che ha sofferto con le gomme e che ha provato a cambiare qualcosa già con la Virtual Safety Car dopo l’incidente di Giovinazzi. Poi l’incidente di Latify ha rimesso in discussione tutto. Max ha sfruttato il colpo di fortuna e ne ha approfittato per un’altra sosta e Hamilton ha capito che difendersi sarebbe stato quasi impossibile. In mezzo anche quel contatto al primo giro tra i due, che il direttore di gara stavolta ha valutato come semplice lotta in pista, non intromettendosi tra i due.

In mezzo anche quella lotta tra Hamilton e Sergio Perez, fondamentale per permettere a Verstappen dopo la prima sosta di tornare sotto all’inglese. Un gioco di squadra che poteva essere decisivo ma che solo un Hamilton in grande forma e lucido ha risolto a suo favore. Perché nonostante la cocente sconfitta nel finale, anche l’inglese ha dimostrato di essere un campione.

Hamilton campione nonostante tutto

Una gara condotta imperiosamente, gestita con attenzione, anche nei corpo a corpo. Solo un ultimo giro incredibile gli ha tolto il titolo, l’ottavo, che lo avrebbe fatto entrare nella leggenda.

Verstappen ha meritato per la stagione fatta, per gli episodi sfortunati (vedi Ungheria) che non gli hanno permesso di allungare, ma soprattutto per la forza messa in campo con la Red Bull. Ma Hamilton stesso avrebbe meritato. Ha rimediato a una situazione complicata, mettendoci tutto il talento che ha. E si era meritato per 57 giri il titolo. Ma alla fine vince solo uno e Lewis si è inchinato a Max, dimostrando grande dignità e sportività. Al contrario di un Toto Wolff che non ha fatto altrettanto, andando in polemica anche nel finale.

Ferrari, obiettivo raggiunto

Chi sorride anche ad Abu Dhabi è la Ferrari, che nonostante un Gp tra alti e bassi porta a casa il terzo posto nel campionato costruttori e l’ennesimo podio con Carlos Sainz Jr, che chiude la sua prima stagione in rosso con il quinto posto iridato davanti a Lando Norris e Charles Leclerc.

Il monegasco mastica amaro, vista la doppia delusione, ma ora la Ferrari deve chiudere in fretta questo capitolo per pensare di aprirne un’altro totalmente diverso. Perché dal 2022 non si può più sbagliare. E stavolta sul serio.

Nota finale per Antonio Giovinazzi e Kimi Raikkonen, fuori nell’ultimo appuntamento iridato. Meritavano sicuramente un finale diverso. Ma se il primo può sperare di tornare, al secondo va solo detto grazie per quanto regalato in questi anni di F1.

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La lotta Perez-Hamilton (foto di Lars Baron/Getty Images)
La lotta Perez-Hamilton (foto di Lars Baron/Getty Images)