Auguri a Wayne Gardner, il grande antagonista di Eddie Lawson

Campione del mondo in 500 nell’87, Gardner è stato uno dei grandi rivalii di Lawson. Un talento cristallino, generoso e spettacolare

Wayne Gardner (Foto di Howard Boylan/Allsport/Getty Images)
Wayne Gardner (Foto di Howard Boylan/Allsport/Getty Images)

Un campione, uno di quelli da imitare, entrato nel mito come pochi altri. Parliamo di Wayne Gardner, il talento di Wollongong, cittadina a novanta km a sud di Sidney, campione del mondo della 500 che oggi, 11 ottobre, compie 62 anni.

Gardner, talento puro

Fin dagli esordi, l’australiano dimostrò un talento fuori dal comune. Vinse infatti tre edizioni della “6 Ore Castrol” (1979, 1980, 1982), oltre al campionato nazionale australiano classe 750, al campionato giovanile Superbike nel 1983 e ad altre gare disputate nazionali nel 1981.

L’esordio nel Motomondiale arrivò nel 1983 con una Honda nella classe 500, senza ottenere punti iridati. L’anno seguente però ottenne il suo primo podio, un terzo posto nel Gran Premio di Svezia, che gli consentì di classificarsi settimo in classifica generale. Gardner però cominciò ad ingranare e nel 1985 a Misano sfiorò anche il successo, beffato però nel finale da Eddie Lawson, prima di chiudere quarto. Poco o male per l’australiano, che proprio l’anno successivo trovò la prima vittoria in Spagna.

Il primo successo sbloccò definitivamente Gardner, che si ripetè in Olanda e Gran Bretagna e, grazie alla sua costanza, chiuse l’annata col titolo di vicecampione del mondo della categoria con 117 punti, ancora una volta alle spalle di Lawson.

Il trionfo iridato e le corse in auto

La crescita di Gardner fu costante e nel 1987 sembrava essere arrivato il momento della svolta. E fu così. Ben sette vittorie (in Spagna, al Nazioni, e in Austria, Jugoslavia, Svezia, Cecoslovacchia, Brasile) e 178 punti iridati, una stagione d’oro per l’australiano, che divenne finalmente campione del mondo.

L’anno seguente però, nonostante quattro successi, non riuscì nel bis, superato sempre dal rivale Lawson. Decisiva però fu la caduta capitatagli durante il Gran Premio d’Austria, proprio mentre inseguiva Lawson. C’è da dire che poi la carriera di Gardner non fu così fortunata. Tanti gli infortuni per uno come lui dal gran cuore e dal coraggio incredibile, che gli tolsero più di un’opportunità.

Come nel 1989, quando durante il Gran Premio degli Stati Uniti subì un infortunio che lo costrinse a saltare cinque gare. O come nel 1992, quando tornò al successo nel Gran Premio di Gran Bretagna, ma solo dopo aver disputato metà stagione, causa una caduta al GP inaugurale in Giappone.

E proprio nel 1992 decise di dire addio alle moto, continuando però con le auto, con risultati discreti nel Campionato Gran Turismo, oltreché in numerose corse automobilistiche svoltesi in Giappone.

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Wayne Gardner con il figlio Remy (Foto di Robert Cianflone/Getty Images)
Wayne Gardner con il figlio Remy (Foto di Robert Cianflone/Getty Images)