Wolff a sorpresa dalla Sardegna: “Da fan tiferei per la Red Bull”

Dalla Sardegna dove si trova in vacanza, Wolff toglie i panni da dirigente e indossa quelli da fan della F1 facendo una rivelazione.

Toto Wolff (GettyImages)
Toto Wolff (GettyImages)

Le parole di Toto Wolff, si sa, vanno sempre prese con le pinze. Bravo a fingere e a raccontare una realtà di comodo, l’austriaco probabilmente è esagerato anche in questa occasione. Raccontandosi nel corso di un’intervista doppia assieme alla moglie Susie con cui sta trascorrendo le vacanze in Sardegna, il manager Mercedes, ha rivelato che se non  avesse il ruolo che ha ai vertici dell’azienda, tiferebbe per la Red Bull.

Il motivo, il grande sforzo compiuto dai rivali e dal motorista Honda per colmare il divario su di loro. “Per me era chiaro che sarebbero stati forti quest’anno”, ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport. “I giapponesi vogliono lasciare la F1 con un titolo in tasca. Provo rispetto per loro. Hanno scalato l’Everest da quando sono tornati nella serie nel 2015. Se non dirigessi un altro team, augurerei loro di avere successo”.

Wolff in difesa della FIA

Superato e archiviato il momento di bontà, l’arguto viennese ha poi tirato una frecciata agli energetici, rei di essersi comportati non sempre correttamente e per questo si appellato a mamma Federazione, appoggio e ancora di salvezza quando la leadership stava per scappare.

Un esempio su tutti, il provvedimento preso in fretta e furia a partire dal GP dell’Ungheria, che proibisce i pit stop, punto forte di Milton Keynes, al di sotto dei due secondi.

“Qualche volta le equipe si spingono al limite del lecito, anche un po’ in là per i miei gusti. Ed è un bene poter contare su un organo pressante per quanto concerne i controlli. Alla fine è parte del lavoro mio e dei miei ingegneri essere sospettosi. Io sono certo che alcuni abbiano giocato con la pressione delle gomme o con la flessibilità delle ali e i federali giustamente sono intervenuti”, ha chiosato il 49enne, ben lontano dai propositi di smorzare le polemiche nate nelle prima fasi del campionato.

Mercedes e Red Bull (©Photo by Peter Fox/Getty Images)

Chiara Rainis