Buon compleanno Nigel Mansell, il Leone indomabile d’Inghilterra

Un pilota coraggioso, che ha sempre mandato in visibilio il pubblico per le sue manovre. Un campione vero, che ha vissuto grandi duelli con Prost e Senna

Mansell con Senna nel 1991 (Foto Getty Images)

Una guida spettacolare, d’altri tempi. Quasi fisica. Nigel Mansell è stato per questo chiamato “Il leone d’Inghilterra”, per la grinta che mostrava in pista. E lo ha reso uno dei piloti più acclamati del mondo della F1. E oggi, 8 agosto, compie 68 anni.

Una crescita lenta e l’approdo alla Lotus

Per undici anni della sua vita Mansell fu poliziotto speciale nell’Isola di Man, ma la sua vita erano le corse. L’inizio della sua carriera però fu lungo e tormentato. Infatti per gareggiare dovette usare il proprio denaro. Prima i kart, poi la Formula Ford. Da quel momento scalò le categorie inferiori fino all’arrivo in Formula 1 dove si dimostrò uno dei piloti più veloci e spettacolari di sempre.

Nel 1979 arrivò l’occasione, grazie alla chiamata della Lotus. Un’opportunità che giunse poco dopo un terribile incidente in F3 a Oulton Park, dove per poco non restò paralizzato. Nel 1980 arrivò la chiamata del team di Colin Chapman, con il quale corse diverse gare senza grande fortuna. Ma non mancò di dimostrare tutta la sua tenacia e voglia di fare. Come nel 1984, quando durante il Gp di Dallas, restò senza carburante proprio sul rettilineo dell’ultimo giro, ma l’inglese non rinunciò a tagliare il traguardo: scese dall’auto e la spinse fino alla linea, per poi crollare esausto sull’asfalto rovente.

Mansell e le rivalità con Senna e Prost

Con il passaggio in Williams, la figura di Mansell diventa ancor più eroica. La sua guida particolare, senza fronzoli o calcoli, oltre ai duelli in pista rusticani, lo rendono amato dal pubblico. In particolare sono accesissime le sfide con Ayrton Senna, altro talento emergente. Il brasiliano, anni dopo, disse di Mansell: “Se è in giornata e ha l’auto giusta è impossibile cercare di tenerlo dietro. Ti sorpasserà. Anche sopra la testa, ma ti sorpasserà”.

Nel 1986 la prima grande occasione di vincere un Mondiale. Ad Adelaide però, ultima tappa del campionato, quando è in testa con 7 punti, successe l’incredibile: dopo una gara sempre al terzo posto, a 19 dal termine un problema alla gomma lo mette ko. E il titolo andò ad Alain Prost. Una rivalità, quella col francese, che si ripresenterà in Ferrari, dove corre nel 1989 e 1990. Tensioni forti, con scontri in pista davvero al limite. Tanto che poi l’inglese abbandonò la Rossa in polemica.

Il ritorno in Williams e il titolo

Nel 1991 tornò di nuovo in Williams, e ricominciò a lottare per il Mondiale. Già in quella stagione tentò il colpaccio, ma in Portogallo uno degli episodi chiave, quando un errore della squadra che non gli avvitò una ruota al pit-stop lo portò al ritiro.

Ma Manselli si prese una clamorosa rivincita nel 1992, quando dominò in lungo e in largo la stagione grazie anche alla fenomenale Williams FW14B: 9 vittorie e 14 pole position su 16 gare il segno di un dominio netto dell’inglese, che portò a casa il suo primo e unico titolo. Poi solo due annate, nel ’94 e nel 96 (in McLaren), prima del ritiro. Ma non finì qui. Infatti due stagioni nella Indy Car, con il titolo all’esordio nel 1993. Leone non solo in Europa ma anche negli Usa.

Sorpassi e immagini memorabili

Una carriera, quella di Mansell, costellata da grandi duelli e sorpassi spettacolari. Memorabile quello con cui ebbe la meglio su Piquet con una finta grandiosa a Silverstone nel 1987, così come quello ai danni della McLaren di Ayrton Senna all’Hungaroring nel 1989. Sempre con lui fu protagonista di uno dei sorpassi più lunghi della storia, durato più di un km, con le auto vicinissime a più di 300 all’ora (Barcellona ’91).

Memorabile poi la scena nell’ultimo giro del Gran Premio di Gran Bretagna del 1991, quando la McLaren Honda di Ayrton Senna finì la benzina. Il brasiliano perse il podio e chiuse quarto e quando vide passare il vincitore, Nigel Mansell, gli chiese un passaggio. Che ovviamente l’inglese gli concesse. Per una foto passata alla storia.

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Nigel Mansell (Photo by Clive Mason/Getty Images)