De Beaufort, lo sconosciuto pilota dallo stesso (tragico) destino di Lauda

Primo pilota olandese ad andare a punti in F1, de Beaufort morì dopo un grave incidente al Nurburgring, nella stessa curva e nello stesso giorno di Lauda

Carel Godin de Beaufort in pista (Photo by Victor Blackman/Daily Express/Hulton Archive/Getty Images)

Il 2 agosto del 1964 perse la vita Carel Godin de Beaufort. Un nome che forse per tanti tifosi della F1 non suonerà familiare, ma il pilota olandese condivide con Niki Lauda, l’indimenticato campione della Ferrari, un luogo: il circuito del Nurburgring.

De Beaufort, una carriera in Porsche

Di famiglia aristocratica, de Beaufort iniziò ad appassionarsi all’automobilismo fin dall’adolescenza, alla fine degli anni quaranta. La sua prima vettura gli permise nel 1955 di prendere parte a vari rally locali. La svolta arrivò qualche tempo dopo, quando acquistò una Porsche 1500 Super e successivamente una Porsche 550 con cui partecipò alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Le Mans del 1956. Ma la sua prima gara internazionale fu al Nurburgring, quel tracciato che poi segnò la sua fine.

Un anno dopo, de Beaufort tornò a Le Mans in compagnia dell’americano Ed Hugus, concludendo ottavo. Quell’anno, il pilota olandese partecipò anche alla 12 Ore di Remis, alla Mille Miglia e nuovamente anche alla 1000 km del Nürburgring, ma senza ottenere risultati rilevanti.

Il debutto in F1 e la tragedia

E nell’agosto del 1957 che Godin de Beaufort fece il suo debutto in Formula 1, partecipando con la Porsche RS550 F2 al Gran Premio di Germania sul tracciato del Nürburgring, ancora una volta nel suo destino, concludendo al 14° posto.

L’anno successivo tentò l’avventura nel Circus per altre due volte: sul circuito casalingo di Zandvoort, dove finì undicesimo, e di nuovo in Germania, dove però si ritirò per un guasto al motore. Con le auto a ruote coperte però vinse finalmente la 1000 km del Nürburgring insieme a Edgar Barth e Richard von Frankenberg, sempre a bordo di una Porsche 550 RS.

Nel giugno del 1958, de Beaufort partecipò alla 24 Ore di Le Mans, ottenendo il suo miglior risultato della carriera, arrivando al quinto posto assoluto e secondo, sempre nella classe S-1500, mentre nel 1959 si vide di nuovo in F1 al Gp d’Olanda (decimo) e in Francia, dove arrivò nono. Stavolta però “tradì” la Porsche, correndo con una Maserati 250F della Scuderia Ugolin. Così come l’anno dopo, quando scese in pista con una Cooper al Gp d’Olanda, con cui chiuse ottavo.

Il primo punto in F1 arrivò nel maggio del 1962, quando de Beaufort concluse sesto nel Gran Premio d’Olanda, diventando il primo olandese ad aver conquistato dei punti in un campionato di F1. Risultato poi ripetuto, finendo sesto nel Gran Premio di Francia. Nel gare di Formula 1 non valevoli per il campionato arrivò secondo a Siracusa e Roma, mentre in Austria arrivò terzo.

Nel 1964, de Beaufort iniziò la stagione correndo alla 12 Ore di Sebring su una Porsche 904 GTS, poi nel GP d’Olanda dove si ritirò e in altre due gare, non valide per il campionato di F1. Ma il 1° agosto, come Niki Lauda, al Nurburgring la tragedia, proprio alla curva Bergwerk. Per l’olandese però le ferite alla testa, al torace e alle gambe furono troppo gravi. Morì il giorno successivo all’ospedale di Colonia.

Il circuito del Nurburgring oggi (Photo by Clive Mason/Getty Images)

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