Mercedes e Red Bull, quando un incidente può costarti un Mondiale

Le spese del ko di Bottas hanno inciso nella corsa Mercedes alla Red Bull. Ora col botto di Verstappen a Silverstone i ruoli si sono invertiti. Che cosa accadrà?

la macchina di Verstappen dopo l’incidente a Silverstone (Foto F1)

Un conto salatissimo. È quello che la Red Bull si appresta a pagare per l’incidente di Max Verstappen a Silverstone. Vettura dell’olandese praticamente distrutta e ci vorrà un nuovo telaio per tornare in pista. E questo ovviamente è un bel guaio per la scuderia di Helmut Marko, in tutti i sensi.

Red Bull, danni per oltre un milione

“Per come stanno le cose, i costi sono nell’ordine dei 750 mila euro, tuttavia la situazione sul motore non è ancora chiara”, ha detto Marko a RTL parlando dei danni riportati dalla Red Bull di Verstappen nel botto in Gran Bretagna. Ma era una stima molto ottimistica. Infatti il conto, con il motore ko, sarebbe ancora più salato. Anzi, già lo è.

Su Reddit infatti l’utente basspro24chevy tiene da inizio stagione i conti delle scuderie per quanto riguarda le riparazioni delle monoposto. E la Red Bull neanche a metà stagione ha già sfondato quota 3,2 milioni di dollari di spese. Solo l’ultimo incidente di Silverstone è costato a Marko qualcosa come 1,2 milioni di dollari. Una cifra questa che ha fatto schizzare Verstappen in testa alla classifica dei piloti che costano di più in termini di riparazioni nel Circus in questo 2021. In pratica con i botti del weekend scorso e di Baku, l’olandese da solo copre tutto il budget Red Bull, con Sergio Perez che finora è costato “solo” 87 mila dollari.

Alle sue spalle Valtteri Bottas, sulle cui spalle pesa l’incidente a inizio stagione a Imola con George Russell, costato quasi 2,2 milioni di dollari. Uno scontro quello che ha inciso pesantemente sulle casse della Mercedes, che finora, stando ai conti fatti, ha già sborsato in questa stagione per riparazioni delle vetture 3 milioni di dollari.

Spese che possono decidere il Mondiale

Insomma cifre importanti finora quelle sborsate da top team come Mercedes e Red Bull, che saranno decisive in chiave iridata. Già, perché in epoca di budget cap (i team possono spendere 145 milioni di dollari nel 2021) tutto questo incide realmente sullo sviluppo delle monoposto.

E lo ha dimostrato proprio l’incidente di Bottas a Imola. Il conto salato presentato per riparare la vettura ha praticamente messo un freno deciso sugli aggiornamenti alla W12, già non troppo ricchi (come tutti quanti) per via del focus posto già sullo sviluppo della vettura per il 2022. Solo a Silverstone la Mercedes è riuscita realmente a mettere mano agli aggiornamenti per le monoposto di Bottas ed Hamilton. E James Allison ha già messo le mani avanti: “Era il principale sforzo del nostro programma di sviluppo, è stato l’ultimo grande pacchetto che porteremo quest’anno. Potranno esserci ancora delle cose qua e là, piccole modifiche senza distrarci dall’obiettivo principale che guarda al 2022”.

Di sicuro in Red Bull la situazione sarà la stessa. Il telaio della macchina di Verstappen è stato distrutto nell’impatto, ma il grosso punto interrogativo, quello che può decidere un Mondiale, è lo stato della power unit. Dovesse essere irrecuperabile, allora Honda si vedrebbe costretta a introdurre, con ogni probabilità, una quarta power unit nel corso del campionato. E questo vorrebbe dire incorrere in una penalità in griglia.

Sarebbe dunque un danno doppio. Da una parte infatti i costi già lievitati porterebbero, come visto in Mercedes, a sviluppo praticamente ridotti a zero di una vettura ora sì in testa al Campionato ma per un’inezia. Ma porterebbero anche Verstappen, ora in cima alla classifica seppur di poco, a partire più avanti in condizioni di svantaggio rispetto al rivale per il titolo. Insomma si apre davvero un periodo infuocato. E quel motore Honda e il suo destino potrebbe decidere quello non solo di Red Bull, ma del Mondiale stesso.

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La Mercedes di Bottas dopo l’ncidente a Imola (Foto Twitter/F1)