Ciabatti mette in guardia la MotoGP dal “vero pericolo” delle corse

Ducati e altri costruttori contrari all’idea di ridurre la capacità del serbatoio. La velocità è il vero pericolo degli incidenti mortali?

Il direttore sportivo Paolo Ciabatti
Il direttore sportivo Paolo Ciabatti (Foto Ducati)

In questa stagione MotoGP è stato raggiunto un nuovo record di velocità, con Johann Zarco a Losail  e Brad Binder al Mugello che hanno raggiunto i 362,4 km/h. Una cifra da capogiro che sta spingendo la Dorna a prendere provvedimenti per questioni di sicurezza. Ma non intervenendo sulla cilindrata (1000 CV e circa 290 CV) bensì sulla capacità del serbatoio così da costringere i piloti a dosare l’erogazione.

In passato si è agito sulla cilindrata passando da 990 a 800 cc dopo aver raggiunto i 245 km/h, dal 2012 la cilindrata è stata aumentata a 1000 e il volume del serbatoio è aumentato da 20 a 21 fino agli attuali 22. Adesso questi limiti vengono messi in discussione, ma a Ducati, come ad altri costruttori, l’idea non piace sicuramente visto che fa della potenza del motore il suo punto di forza. Inoltre gli incidenti mortali verificatesi nell’ultimo decennio non sono dovuti alla velocità, ma perché un pilota è stato investito dopo una caduta. L’ultimo esempio è quello di Jason Dupasquier al Mugello.

Il punto di vista Ducati

Paolo Ciabatti, a Speedweek.com, sottolinea questo aspetto. “Se guardi all’incidente avvenuto al Mugello, allora è successo con moto molto leggere e poco veloci. Tuttavia, la caduta ha avuto conseguenze estremamente disastrose. Ecco perché non dovresti concentrarti così tanto sulla velocità massima. Sì, abbiamo visto il record di Zarco a Doha. Ma ha avuto vento in poppa e poi ha mancato la frenata alla fine del rettilineo, è stato portato via. Brad Binder ha pareggiato questa velocità con la KTM al Mugello. Ma credo che il pericolo nel motociclismo derivi dalla dinamica di alcuni incidenti, la velocità non è proprio il fattore decisivo”.

Il pericolo esiste anche a basse velocità, quindi la soluzione non può essere la riduzione della capacità del serbatoio. “Tutti sanno che una collisione con un corpo umano può essere fatale anche a 50 o 60 km/h – ha aggiunto Paolo Ciabatti -. Le forze d’inerzia su una motocicletta di peso superiore a 200 kg hanno effetti forti e possono causare molti danni. Anche a basse velocità… A mio avviso, quindi, ridurre la capacità del serbatoio non risolverà il problema”. La moto ti segue esattamente nella direzione della caduta e ti sbatte contro la corsia. A mio avviso, quindi, ridurre la capacità del serbatoio non risolverà il problema”.

Johann Zarco in pista sulla Ducati Pramac al Gran Premio d'Olanda di MotoGP 2021 ad Assen
Johann Zarco in pista sulla Ducati Pramac al Gran Premio d’Olanda di MotoGP 2021 ad Assen (Foto Dorna)