I 46 anni di Ralf Schumacher, una vita nell’ombra del fratello fenomeno

Tanti auguri a Ralf Schumacher, pilota sì di talento ma che ha sempre vissuto in maniera negativa il confronto con Michael

Ralf Schumacher nel 2000 alla Williams (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Difficile parlare di Ralf Schumacher senza citare il fratello, ben più titolato di lui, Michael. Una figura ingombrante quella del kaiser, diventato un mito in pista, mentre Ralf ha ottenuto solo qualche successo e podio in F1. Ma comunque, a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila è stato tra i protagonisti del Circus. E oggi, 30 giugno, compie 46 anni.

Ralf Schumacher sempre sulle orme del fratello

Fin da piccolo, come Michael, comincia a scorrazzare sulle piste con i kart, spinto anche da un padre che, nel tentativo di farlo contento, gli regalò a pochi anni un piccolo mezzo a motore da poter provare nel kartodromo di famiglia. E il talento c’è, proprio come il fratello maggiore: nel 1991 si aggiudica il NRW Kart Trophy, poi passa alla F.Junior, dove nel 1995 finisce secondo, vincendo il GP di Macao e provando per la prima volta una F.Nippon. L’anno successivo Ralf gareggia proprio in questa categoria vincendo il campionato.

Ed è nel 1996 che arriva la svolta. “Credo di aver ottenuto un posto in F1 grazie alle mie capacità e non solo per effetto del mio cognome”, disse una volta Ralf Schumacher. Ma in realtà l’arrivo in Formula 1 è merito anche del fratello Michael e del manager Willi Weber. la prima stagione è quella del 1997 su una Jordan. Il primo podio arriva al Gran Premio d’Argentina e chiude il campionato in undicesima posizione. Nel 1998 il tedesco alza l’asticella, ottenendo due podi e quattordici punti. E la chiamata in Williams è inevitabile.

Le lotte con Michael e l’esperienza in Toyota

Il salto di qualità naturalmente comporta più pressioni. Ralf Schumacher ovviamente vive tutto questo in maniera non tranquilla, visto che da battere c’è proprio lui, il fratello Michael, e la Ferrari. Ma le prime stagioni con il team inglese non sono semplici. E le prime soddisfazioni arrivano solo nel 2001, quando comincia davvero a lottare per la vittoria, che conquista a Imola, Montreal e Hockenheim.

Ma è quella del 2003 la sua stagione migliore, quando a metà mondiale è addirittura in lizza per il titolo. Poi però una serie di ritiri lo relegano al quinto posto. Quella è l’unica vera occasione in carriera per emulare Michael, il fratello scomodo. Nelle ultime due stagioni alla Williams, assieme al compagno di squadra Juan Pablo Montoya, porta la squadra alla conquista del secondo posto del campionato costruttori, ma alla fine nel 2005 decide di lanciarsi nell’avventura Toyota, dove concluderà la carriera in F1 due anni dopo. E in maniera anche alquanto triste.

La volontà infatti di Ralf Schumacher è quella di continuare nel Circus, ma cercando un sedile che gli permetta di tornare ai vertici. Si candida anche per un posto in McLaren, che vuole sostituire Fernando Alonso, ma viene snobbato. E ancor peggio va il test con la modesta Force India. Alla fine sbarca nel DTM, ma come semplice gregario di lusso e senza grandi soddisfazioni.

Un finale triste per una carriera sempre vissuta all’ombra di Michael, che è pesata come un macigno per lui.

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Ralf Schumacher
Ralf Schumacher (Foto Getty Images)