Jonathan Rea tra Superbike, MotoGP e ritiro: il campione si confessa

Jonathan Rea felice in Superbike con Kawasaki, ma non nasconde un po’ di rammarico non essere approdato in MotoGP. E il ritiro non è lontanissimo.

Jonathan Rea
Jonathan Rea (Getty Images)

Il Mondiale Superbike 2021 è iniziato da soli due round e Jonathan Rea ha già messo in chiaro le cose. È ancora lui l’uomo da battere e l’aver vinto già sei titoli consecutivi non lo ha reso meno sazio di vittorie.

In questo weekend si corre a Misano e sarà interessante vedere se i rivali riusciranno a recuperare punti in classifica. Ci sono molte aspettative soprattutto su Scott Redding della Ducati e su Toprak Razgatlioglu della Yamaha. Ma il campione della Kawasaki non si farà trovare impreparato alla sfida che lo attende sul circuito intitolato a Marco Simoncelli.

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Rea su SBK, ritiro, MotoGP e Dupasquier

Rea in un’intervista concessa a BBC Radio Ulster ha parlato di presente, ma anche di futuro, e non si vede a gareggiare quando avrà quasi 40 anni: «Sono concentrato sul 2021. Tutto va bene dentro e fuori la pista. Ma i giovani piloti si stanno avvicinando. Ho 34 anni e un contratto per il prossimo anno, non riesco a vedermi correre alla fine dei 30 anni. Comunque non è ancora arrivato il momento del ritiro, sono nel periodo migliore della mia carriera. Amo viaggiare e stare in pista, però verrà il momento in cui vorrò fermarmi. Quel tempo si sta avvicinando, ma adesso sono entusiasta di vincere».

Il pilota nord-irlandese viene interpellato anche sulla MotoGP, categoria che ha “assaggiato” solamente in due occasioni nel 2012 quando fu chiamato da Honda a sostituire Casey Stoner: «Davvero un peccato. Mi piacerebbe misurarmi lì, ma penso che quella nave sia ormai salpata. Se non ho avuto l’opportunità da sei volte campione del mondo, non credo che l’avrò mai. Il programma della Superbike con 13 gare mi permette di godermi meglio la vita e di non sentire tante pressioni. La MotoGP è più un business, con 21 gare annuali rischi di perdere il senso della realtà. Però mai dire mai, se si presentasse un’opportunità, sento di essere ancora nel fiore degli anni e di poter fare un ottimo lavoro».

Difficile che il campione SBK approdi in MotoGP ormai. Più volte è stato chiaro nel dire che avrebbe accettato un trasferimento solamente se si fosse trattato di un team in grado di mettergli a disposizione una moto competitiva. Non gli interessava far parte della griglia per essere un semplice partecipante. Complicato pensare che nel 2022, quando avrà il contratto in scadenza con Kawasaki, riceva un’offerta dalla classe regina del Motomondiale. Nel 2023 avrà 36 anni.

A proposito di Motomondiale, Johnny si è anche espresso sulla triste morte del giovane pilota Jason Dupasquier nel weekend del Mugello: «Il nostro sport è più sicuro possibile, considerando al qualità di caschi e tute, ma se vieni investito e colpito alla testa è molto difficile sopravvivere. Non ho mai incontrato Jason, ma chiunque guidi – che sia in MotoGP o in Superbike – una fa parte di un gruppo di fratelli».

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Jonathan Rea (Getty Images)