Valentino Rossi stila il bilancio dei suoi Mondiali: “Uno rubato, uno buttato”

Nella lunga e vincente carriera di Valentino Rossi c’è anche qualche rammarico. In particolare per i due Mondiali clamorosamente persi

Valentino Rossi in sella alla Yamaha Petronas nel Gran Premio del Portogallo di MotoGP 2021 a Portimao
Valentino Rossi in sella alla Yamaha Petronas nel Gran Premio del Portogallo di MotoGP 2021 a Portimao (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

L’idea di appendere il casco al chiodo è ancora di là da venire. Eppure Valentino Rossi si concede già un esercizio tipico di quei campioni che sono ormai giunti alla fine della loro carriera: tracciare un bilancio dei lunghi e gloriosi anni di successi che lo hanno visto protagonista in MotoGP.

Il primo orgoglio del Dottore è stato quello di avere introdotto una vera e propria rivoluzione nel Motomondiale, di aver aperto precocemente una via che poi è stata battuta anche dagli altri suoi colleghi che sono arrivati dopo di lui.

“Io sono stato il primo pilota moderno della MotoGP“, spiega ai microfoni della Gazzetta dello Sport, “ho fatto tante cose per primo, che sono diventate un insegnamento per tanti piloti di adesso. Ho iniziato giovanissimo, ma a 20 anni ero già in 500 e la mia strada è stata seguita poi da tutti”.

La maledizione del decimo titolo

Certo, nelle sue parole c’è anche qualche rammarico. Ad esempio quello di non avere mai vinto il fatidico decimo campionato del mondo. Che pure in tante occasioni è arrivato a sfiorare, come nell’anno del famigerato “biscotto” di Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Quella ferita non sembra essersi ancora rimarginata.

“Se non mi avessero rubato il Mondiale, nel 2015 ne avrei vinto un altro e sarebbe stato il decimo”, ricorda. Riguardo a quello perso nel 2006, invece, il rimpianto è tutto sulle sue spalle: “Lì ho buttato via un Mondiale che avrei potuto vincere e sarebbero stati dieci comunque, nonostante il furto del 2015”.

Valentino Rossi, una storia da raccontare

Tanti trionfi, dunque, e anche qualche sconfitta, che ancora oggi fa sentire il suo sapore amaro nella bocca del fenomeno di Tavullia. In ogni caso, una vicenda sportiva e umana senza paragoni. Che lui stesso, quando arriverà il momento di ritirarsi, vorrebbe narrare a modo suo, magari anche in televisione.

“Mi piacerebbe moltissimo e probabilmente lo faremo, la mia storia è bella, ci son tante cose da raccontare”, conclude. “Abbiamo immagini, anche private, mai viste e quindi i prossimi anni, quando smetterò, mi piacerebbe fare un libro, ma soprattutto una serie come ‘The Last Dance’ (la docuserie che racconta l’ultima stagione di Michael Jordan con i Chicago Bulls, ndr), secondo me sarebbe proprio figo”.

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Valentino Rossi
Valentino Rossi (Foto Getty Images)