Zarco benedice il motore: “Grazie Ducati, è bastato dare gas”

Grandissima prima gara stagionale per Zarco. Il francese si è reso protagonista di un sorpasso da infarto sul rettilineo finale.

Zarco (Getty Images)
Zarco (Getty Images)

Buona la prima per Zarco. Il rider francese è stato tra i migliori in pista dall’inizio alla fine e grazie al motore della sua Ducati è riuscito ad ottenere un 2° punto che sembrava sfumato. Dopo essere stato superato da Mir, infatti, l’ex KTM è riuscito a sopravanzarlo nuovamente proprio sul rettilineo finale.

Il pilota francese sta ricostruendo la sua carriera dopo la sfortunata parentesi avuta in KTM. Zarco, infatti, dopo aver accettato la corte della Ducati un anno fa ha lavorato duro e oggi è nuovamente tra i top rider della MotoGP e si candida seriamente per una sella ufficiale in futuro.

Come dichiarato a margine delle gara ai microfoni di Sky, Zarco si è detto entusiasta per la prestazione odierne: “Sono contentissimo. Devo ringraziare la Ducati già subito dalla partenza perché era impressionante superare Fabio e Maverick in quel modo. Ho subito visto che ero comodo dietro Jack e Pecco stava prendendo un buon ritmo. Mi sono messo dietro Bagnaia e ho spinto tanto seguendolo, cercando di risparmiare le gomme”.

Zarco innamorato di Pramac: “Mi sento a casa”

Il rider francese ha poi proseguito: “Quando è arrivato Vinales lui era comodissimo e ci ha superato. A quel punto ho provato a stargli dietro, infatti, ho subito superato Pecco. Quando Mir mi ha superato devo dire che ancora una volta posso solo ringraziare Ducati, mi è bastato aprire il gas in rettilineo e salvare il 2° posto”.

Infine Zarco ha parlato dei passi in avanti fatti in questo inverno: “Sin dai test il passo di comodità sulla moto perché ora la conosco da un anno. Tutto quello che ho imparato dalla guida l’ho potuto subito sfruttare dai primi test. Quando fai così tutto ti viene sempre meglio. Poi la moto ha fatto uno step in avanti e quindi ora ho la possibilità di lottare davanti. In Pramac mi sono subito trovato a casa”.

Antonio Russo