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Mercato

Chi fa i motori Kawasaki? La produzione è al top

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Davide Russo

La Kawasaki ha scelto di non prender più parte alla MotoGP già da qualche anno, ma i suoi motori sono, ugualmente, un punto di riferimento.

La Kawasaki ha avuto un exploit clamoroso negli anni ’80 con il lancio della prima Ninja. Tutto nacque dalla presentazione della GPZ 250, prodotta dal 1983 al 1987 in tre serie diverse e in un’unica versione. La prima gen fu svelata nel 1983, con un design molto semplice, risultando uguale esteticamente al modello di cilindrata superiore.

La produzione dei motori Kawasaki – tuttomotoriweb.it

Caratterizzata da un cupolino squadrato, scarichi a trombone, sella in un unico pezzo per passeggero e pilota, aveva dato una sterzata alle caratteristiche della concorrenza. Tra Yamaha, Honda, Suzuki e la casa di Kobe c’è sempre stata una fortissima sfida sul piano commerciale. I duelli in pista avevano delle naturali ricadute anche sul mercato. La seconda serie della stradale fu ribattezzata Ninja. Alla metà degli anni ’80 sembrava essere arrivata dal futuro.

Presentava uno stile molto diverso rispetto alla prima generazione, riuscendo a coinvolgere anche un target differente. Il concept da un naked estrema ad una semicarenata risultò il momento di passaggio con un serbatoio ricoperto dalla nuova carenatura. Ogni gen di Ninja avanzava dei concetti all’avanguardia. In termini tecnici si passò da una moto piuttosto basica ad un bolide con impianto frenante rivisto, con all’anteriore un doppio disco a singolo, mentre il posteriore passò da tamburo a disco.

La sella fu divisa in modo da migliorare la seduta corretta del pilota. Il cupolino venne unito insieme alle altre carenature, risultando anche squadrato, mentre le frecce direzionali vennero integrate alle carene. Il risultato fu una moto meno spigolosa e più comoda. Le prestazioni aumentarono di gen in gen, sino al concetto di bolidi estremi della nuova gen.

I mitici motori della Kawasaki

La Ninja ha raccolto numerosi riconoscimenti. La verdona è stata la prima moto costruita in serie ad usare l’iniezione elettronica al posto dei carburatori. L’eredità attuale prende il nome di Ninja H2. Il nome della stradale più prestazionale della casa di Kobe è costituito dalla nomenclatura “Ninja” e da “H2”, che vuole richiamare il modello Kawasaki 750 H2 immesso sul mercato nel 1971, una moto a tre cilindri a 2 tempi.

La rivista Cycle World ha messo a referto un tempo sul 1/4 di miglio di 9,62 secondi con una velocità di 152,01 mph (244,64 km/h), un’accelerazione da 0 a 60 mph (0 a 96 km/h) in 2,6 secondi e una velocità massima di 183 mph (295 km/h). I 300 cavalli di potenza sono solo alcuni degli ingredienti che rendono questa moto giapponese un punto di riferimento assoluto.

Il motore dell’H2 è un quattro cilindri dalla cilindrata di 998 cm³ raffreddato a liquido con distribuzione DOHC a 16 valvole, dalla potenza di 200 CV erogati a 11.000 giri/min e dalla coppia di 133,5 Nm disponibile a 10.500 giri/min. Date una occhiata alla SX nel video in alto. L’elettronica presenta il controllo della trazione, ride-by-wire, Quick Shifter e il launch control. Altri dettagli tecnici riguardano il serbatoio da 17 litri, l’altezza della sella che è pari 825 mm e il peso in ordine di marcia che è di 238 Kg.

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Davide Russo

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